Subito interventi anti-crisi per gli olivicoltori Imprese in affanno per gli alti costi e i prezzi in caduta

19/nov/2008 12.14.13 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Subito interventi anti-crisi per gli olivicoltori
Imprese in affanno per gli alti costi e i prezzi in caduta
 
La Cia e il Cno, in un comunicato congiunto, chiedono al ministro Zaia l’apertura di un Tavolo di confronto per far fronte ad una situazione sempre più difficile, soprattutto in Puglia.
 
            Gli elevati e pesanti costi di produzione e degli oneri sociali e i prezzi sui campi decisamente in forte ribasso stanno mettendo in ginocchio moltissimi produttori olivicoli, soprattutto in Puglia. Una situazione grave che richiede un pronto intervento da parte del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia, al quale viene sollecitata l’apertura di un Tavolo di confronto fra i vari aspetti della filiera per affrontare la grave crisi. E’ quanto sottolineano, in un comunicato congiunto, la Cia-Confederazione italiana agricoltori e il Cno, il Consorzio nazionale degli olivicoltori.
            Occorre -affermano Cia e Cno- che si adottino al più presto misure concrete, come quelle previste dalla legge sulle calamità naturali, ritirando dal mercato quantità di olio da destinare agli aiuti alimentari. Non solo. C’è bisogno, per gli olivicoltori colpiti dalla persistente crisi, di una riduzione dei contributi previdenziali, dello slittamento delle scadenze di carattere fiscale e tributario.
            Lo scenario, pur in presenza di un’annata olivicola buona sia per quantità che per qualità, è reso -avvertono Cia e Cno- ancora più grave dall’invasione di olio d’oliva dall’estero, di qualità, oltretutto, alquanto dubbia, che viene spacciato per italiano e a prezzi stracciati. Il che sta provocando gravi ripercussioni per i nostri olivicoltori. Sta di fatto che i grandi gruppi industriali e commerciali stanno influenzando le contrattazioni e concorrono a determinare un vero e proprio crollo dei prezzi delle aree vocate, come sta avvenendo in Puglia, dove si produce circa un terzo della produzione nazionale di olio d’oliva.
            Cia e Cno, quindi, condividono le preoccupazioni degli olivicoltori e danno il loro pieno sostegno alla protesta, ribadendo il determinato impegno per cercare di risolvere i problemi oggi sul tappeto.
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