“Health check” Pac: il giudizio della Cia sull’accordo Ue

"Health check" Pac: il giudizio della Cia sull'accordo Ue "Health check" Pac: il giudizio della Cia sull'accordo Ue L'intesa raggiunta in sede Ue sull' "health check" della Politica agricola comune è frutto di una lunga e complessa trattativa che ha visto impegnati governi, Parlamento europeo, cha ha fornito importanti indicazioni e il suo ruolo deve essere necessariamente valorizzato, organizzazioni agricole, che, attraverso un'incessante azione, hanno dato un fattivo contributo.

21/nov/2008 13.07.38 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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“Health check” Pac: il giudizio della Cia sull’accordo Ue
 
L’intesa raggiunta in sede Ue sull’ “health check” della Politica agricola comune è frutto di una lunga e complessa trattativa che ha visto impegnati governi, Parlamento europeo, cha ha fornito importanti indicazioni e il suo ruolo deve essere necessariamente valorizzato, organizzazioni agricole, che, attraverso un’incessante azione, hanno dato un fattivo contributo. E’ quanto evidenzia una nota della Cia-Confederazione italiana agricoltori che ha analizzato nel dettaglio i contenuti dell’accordo che presenta aspetti positivi, ma che lascia aperti anche alcuni problemi.
 
            Modulazione - Sull’impegno di garantire maggiori risorse agricole allo sviluppo rurale, la Cia avrebbe preferito, da parte dei “27”, più coraggio. Molto meglio la proposta del Parlamento europeo anche per quanto riguarda le fasce di applicazione della modulazione progressiva.
Comunque, per quanto riguarda la ridefinizione dei programmi di sviluppo rurale, occorre avviare, a livello nazionale, una concertazione tra Ministero, Regioni e mondo agricolo, con l’obiettivo di pervenire ad una strategia nazionale complessiva.
 
            Nuove sfide Ue - L’intesa sulle nuove sfide (cambiamenti climatici, energie rinnovabili, gestione dell’acqua, biodiversità), che saranno finanziate attraverso le risorse aggiuntive per lo sviluppo rurale, rappresenta un primo passo verso la Pac del futuro. Poiché le risorse sono comunque ancora limitate, è importante definire le priorità di utilizzo, in particolare nei confronti del sistema delle imprese.
 
            Pagamenti minimi - L’ipotesi iniziale di fissare un limite minimo ai pagamenti della Pac è stata modificata stabilendo un parametro tra 100 euro e 400 euro (i 250 euro previsti inizialmente sarebbero stati penalizzanti soprattutto per le piccole imprese italiane). Gli importi che verranno risparmiati saranno affidati alla riserva nazionale.
 
            Articolo 68 - L’elemento positivo è la maggiore flessibilità introdotta. Le scelte ora si spostano a livello nazionale. Bisogna, però, evitare la gestione degli anni passati con interventi a pioggia e non efficaci. Occorre anche evitare che troppi settori e temi finiscano, in una sorta di calderone, nell’articolo 68, considerando che è necessario tenere conto del possibile finanziamento pubblico al pagamento del premio assicurativo.
 
            Latte - L’aumento concesso al nostro Paese è positivo. L’intero pacchetto va, però, discusso a livello nazionale attraverso il confronto con tutti i componenti della filiera.
Ovviamente, vanno salvaguardati i produttori che hanno rispettato le regole, che hanno fatto investimenti e che hanno subito il taglio della quota B.
Sempre nell’ambito del settore lattiero-caseario, si registra un diverso trattamento tra le produzioni continentali e quelle italiane. Per il burro è stato, infatti, confermato lo stoccaggio, mentre per altri prodotti non è presente alcuna misura del genere.
 
            Tabacco - La Cia ribadisce la sua delusione e sottolinea come risultavano migliori le proposte venute dal Parlamento europeo, soprattutto per quanto concerne il mantenimento fino al 2013 dell’attuale aiuto.
Comunque, va valutato attentamente e concretamente l’utilizzo delle misure nell’ambito dello sviluppo rurale per le Regioni vocate alla coltivazione di tabacco.
La prosecuzione dell’attività imprenditoriale, inoltre, dipenderà dalla capacità di garantire accordi di filiera al fine di assicurare un prezzo adeguato del prodotto.
 
Regionalizzazione – La possibilità di ridefinire i criteri di attribuzione dei premi Pac dovrà essere oggetto di una discussione a livello nazionale con le organizzazioni agricole. L’obiettivo è di pervenire al riequilibrio tra i premi.
 
Giovani - Elemento positivo è rappresentato dall’aumento del limite (70 mila euro) degli investimenti ammessi a contributo per i giovani agricoltori.
Comunque, proprio in ragione della nuova Pac che nascerà dopo il 2013, il ricambio generazionale è fondamentale. Per questo la Cia sollecita l’apertura di un “dossier” al fine di ampliare e meglio indirizzare le misure a sostegno dei giovani e del loro inserimento. In questo contesto va affrontato e risolto prioritariamente il problema fondiario.
 
 
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