Crisi: senza sgravi contributivi e meno costi produttivi migliaia di imprese agricole rischiano il tracollo

Crisi: senza sgravi contributivi e meno costi produttivi migliaia di imprese agricole rischiano il tracollo Crisi: senza sgravi contributivi e meno costi produttivi migliaia di imprese agricole rischiano il tracollo La Cia all'incontro a Palazzo Chigi tra governo e parti sociali.

24/nov/2008 17.42.49 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Crisi: senza sgravi contributivi e meno costi produttivi
migliaia di imprese agricole rischiano il tracollo
 
La Cia all’incontro a Palazzo Chigi tra governo e parti sociali. Messo in evidenza il grave momento di difficoltà dell’agricoltura italiana. Subito interventi straordinari. In pericolo l’occupazione e tagli alla produzione e all'export.
 
Migliaia di imprese agricole rischiano il tracollo se non verranno da subito adottate misure che permettano sgravi contributivi e la riduzione degli elevati costi produttivi che oggi comprimono pesantemente le capacità degli imprenditori. E’ quanto sollecitato dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori nell’incontro a Palazzo Chigi tra il governo e le parti sociali.
I pesanti costi di produzione, gli aumenti degli oneri sociali e delle assicurazioni, il caro-denaro e il difficile accesso al credito bancario, il crollo dei prezzi praticati nei campi e l’opprimente burocrazia -segnala la Cia- stanno mettendo in ginocchio le aziende, molte delle quali ora producono addirittura in perdita.
Oltre alla chiusura di aziende, specie quelle che operano in zone di montagna e aree svantaggiate, si verificherà un “taglio” netto delle nostre produzioni agricole e con la conseguente invasione dall’estero. I risultati sarebbero due: acquisteremo prodotti di qualità scadente e forte impennata dei prezzi per i consumatori. Non solo. Il settore vedrà diminuire l’occupazione e il calo produttivo determinerà una flessione del nostro export agroalimentare, oggi fiore all’occhiello del “made in Italy” di qualità.
            La Cia ribadisce le proposte che sono state alla base della mobilitazione che, sotto lo slogan “Ora i fatti. Gli agricoltori chiedono misure immediate ed efficaci”, si è sviluppata nelle scorse settimane in tutto il Paese. Iniziative che avevano un preciso obiettivo: richiamare l’attenzione sulle pressanti questioni agricole e l’esigenza di individuare un progetto nuovo che, finalmente, conduca il settore sul sentiero dello sviluppo e della competitività.
Per la Cia, quindi, è importante non solo la proroga degli sgravi contributivi Inps e il ripristino del Fondo di solidarietà contro le calamità naturali e dei finanziamenti per il Piano irriguo, ma anche interventi di carattere straordinario a sostegno delle imprese.
A tal proposito, la Cia afferma l’esigenza dell’accisa zero per il gasolio utilizzato in tutte le attività agricole e zootecniche, della riduzione al 4 per cento fino a tutto il 2009 dell’aliquota Iva sui carburanti e dal 20 al 10 per cento dell’Iva sul vino, di fissare al 4 per cento l’Iva sulle nuove strutture realizzate nell’ambito dei Piani di sviluppo rurale e di ridurre del 50 per cento le aliquote Iva relative all’acquisto dei beni e dei servizi necessari allo svolgimento dell’attività agricola.
Gli altri provvedimenti da adottare in tempi rapidi -ricorda la Cia- riguardano: l’estensione a tutto il territorio nazionale del credito d’imposta per nuovi investimenti produttivi nel settore agricolo; l’aumento della dotazione finanziaria del credito d’imposta per l’imprenditoria giovanili e il riconoscimento del credito d’imposta per l’aumento occupazionale basato sull’incremento del numero delle giornate lavorate anche da dipendenti assunti a tempo determinato; le agevolazioni contributive e tributarie per le imprese di settori produttivi colpiti da crisi di mercato; la definizione delle condizioni di ruralità fiscale dei fabbricati agricoli per evitare inutili ed ingiustificati contenziosi; un più facile accesso al credito e la ristrutturazione finanziaria delle imprese agricole, anche con la trasformazione del debito con gli istituti bancari dal breve a medio e lungo termine e con agevolazioni su finanziamenti destinati alla trasformazione di esposizioni debitorie contratte con istituti di credito (tali operazioni potranno essere assistite dal fondo riassicurativo presso l’Ismea); lo sblocco dei finanziamenti comunitari di supporto alle imprese agricole.
 
 
 
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