Olio d’oliva: un Piano nazionale e subito misure straordinarie a sostegno delle imprese in grave crisi

Olio d'oliva: un Piano nazionale e subito misure straordinarie a sostegno delle imprese in grave crisi Olio d'oliva: un Piano nazionale e subito misure straordinarie a sostegno delle imprese in grave crisi La Cia sottolinea l'esigenza di provvedimenti che permettano alle aziende di ridurre i pesanti costi produttivi e gli oneri sociali.

25/nov/2008 15.15.08 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Olio d’oliva: un Piano nazionale e subito misure
straordinarie a sostegno delle imprese in grave crisi
 
La Cia sottolinea l’esigenza di provvedimenti che permettano alle aziende di ridurre i pesanti costi produttivi e gli oneri sociali. Interventi sui prezzi oggi i caduta libera. Decisa lotta alla sofisticazione e rapporti più stretti nella filiera.
 
           
Per fronteggiare la grave crisi che sta investendo l’olivicoltura, in particolare quella pugliese, occorrono subito interventi straordinari, ma anche un Piano olivicolo nazionale. E’ quanto sottolineato dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori in occasione dell’incontro informale con la commissione Agricoltura del Senato e alla vigilia della riunione con il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia.
La crisi attuale del comparto olivicolo -afferma la Cia- è atipica. A fronte di un mercato con consumi in progressiva espansione ed un quantitativo di produzione nazionale inalterato, si contrappone un drastico calo dei prezzi sul campo privo di giustificazione. Siamo ai livelli del 2002/2003, con il prezzo dell’olio di oliva extra vergine sceso del 20 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Riduzione che appare non più tollerabile se commisurata all’aumento registrato dai costi di produzione (energia, concimi e carburanti) e dagli elevati oneri sociali.
Il settore ha bisogno, quindi, di misure urgenti indirizzate primariamente -rileva la Cia- a sostenere il reddito delle aziende olivicole e a tonificare il mercato senza abbassare, ma, al contrario, rilanciare l’immagine del “made in Italy”.
Tra le misure urgenti per il settore la Cia sollecita in particolare: l’anticipo dell’80 per cento del premio Pac della prossima campagna agli olivicoltori; l’ammortizzazione degli oneri sociali per le imprese che fanno ricorso a mano d’opera; i progetti territoriali per l’esecuzione di  servizi, anche collegati al sistema associativo, per lo svolgimento di operazioni colturali (trattamenti, potature, raccolte, ecc); le intese di filiera con la distribuzione, per la promozione delle vendite di olio extravergine certificato e tracciato “made in Italy”; una campagna promozionale per sostenere il consumo del prodotto “olio extravergine di oliva” che ha elevati benefici per la salute e corrisponde ad una giusta nutrizione; i progetti finalizzati ad utilizzare oli lampanti e  sanse a scopo energetico, come ammortizzatori sul mercato; l’avvio di una sistematica campagna di monitoraggio sul rapporto tra produzione, trasformazione e commercializzazione.
Per la Cia sono, inoltre, fondamentali una decisa lotta alla contraffazione illegale di oli in extravergine, una corretta applicazione della norma sull’indicazione dell’origine obbligatoria in etichetta e, soprattutto, “tolleranza zero” contro chi viene scoperto a commettere frodi e sofisticazioni.
 
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