UCID prende posizione sulle cause della crisi

UCID prende posizione sulle cause della crisi MOZIONE Gli sconvolgimenti che stanno colpendo l?economia mondiale hanno chiaro riferimento alla dissennata gestione della dinamica finanziaria che un ristretto circuito, specie americano, di operatori del settore - spinti da inconsulto desiderio di onnipotenza e da un esasperato tornaconto individuale - ha sottratto alla logica naturale di strumento dell?economia reale per farla diventare un fine assoluto, con l?eccesso del debito, con la autoreferenzialit del rischio, con il mito dell?innovazione finanziaria, con la massimizzazione del profitto a breve termine.

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26/nov/2008 15.45.01 UCID - Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti Contatta l'autore

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MOZIONE

Gli sconvolgimenti che stanno colpendo l?economia mondiale hanno
chiaro riferimento alla dissennata gestione della dinamica finanziaria
che un ristretto circuito, specie americano, di operatori del settore
- spinti da inconsulto desiderio di onnipotenza e da un esasperato
tornaconto individuale - ha sottratto alla logica naturale di
strumento dell?economia reale per farla diventare un fine assoluto,
con l?eccesso del debito, con la autoreferenzialit del rischio, con
il mito dell?innovazione finanziaria, con la massimizzazione del
profitto a breve termine. Il tutto nell?ambito di una deregolazione
estremizzata.
Un uragano di gravit inaudita, che sta determinando seri contraccolpi
sulla capacit e credibilit delle banche centrali e degli organismi
monetari internazionali nel governare la crisi, e che genera angosce
e panico, nuove categorie di bisogni ?usate? per catturare il
consenso e legittimare il potere delle istituzioni.
Sulle conseguenti gravi difficolt dell?economia italiana sono state
dette e scritte centinaia di migliaia di parole; riteniamo che l?UCID
non possa restare in silenzio.
Gli imprenditori, i dirigenti ed i professionisti cristiani
considerano infatti necessario ribadire che essi hanno sempre creduto
e credono

- al primato dell?economia reale, contro tutte le enfatizzazioni del
peso delle attivit finanziarie;
- al primato dell?impresa (per noi the firm is not a commodity ,
l?impresa non una merce ma comunit) come luogo di continua concreta
innovazione tecnologica e produttiva, contro ogni illusione che il
valore si formi sulla carta;
- al primato dell?imprenditorialit personale come momento di crescita
e di mobilit sociale, contro il rattrappimento nell?esistente, nelle
paure, negli adattamenti passivi alla crisi;
- al primato della societ aperta e del mercato responsabile, contro
le tentazioni a chiudersi in protezione e protezionismi garantiti
dall?affidavit politico.

Si tratta di quattro opzioni che vengono dalla storia dell?UCID ma
anche dalla storia del modello italiano. Abbiamo visto crescere su di
esse il nostro paese e ci sembra che vadano ora riconfermate con
forza. Ci preoccupano infatti le tentazioni a tornare indietro,
negando la necessaria autonomia della dinamica del mercato,
dell?imprendiorialit, della mobilit sociale.

Vediamo troppo propensione alla ?rincorsa? a mettere in atto
interventi di puro fronteggiamento della fenomenologia di crisi (un
po? di cassa integrazione, un po? di family help, un po? di sostegno
alle imprese, etc..) e vediamo troppa propensione ad un pragmatismo
del quotidiano che riduce di molto la capacit di trovarsi uniti nel
perseguire obiettivi ed evoluzione di lungo periodo. Riteniamo che
con le rincorse affannate ed con il pragmatismo del quotidiano non
usciremo dalla crisi e non ridaremo alla collettivit quel bene cos
prezioso ed oggi indispensabile che la fiducia.

Perch l?Italia riconquisti la fiducia del suo sviluppo dobbiamo tutti
insieme ?fare nuova offerta?. Alla politica chiediamo di fare offerta
di una linea strategica di trasformazione della societ e
dell?economia (con focus su investimenti infrastrutturali di
ammodernamento del paese piuttosto che su consumi; con un sistema di
welfare society basato sulla promozione delle capacit di vita
piuttosto di un welfare state bloccato sul criterio risarcitorio delle
condizioni di vita, etc...etc.).
Al mondo delle imprese chiediamo di fare offerta di nuovi prodotti,
nuovi servizi, nuove opportunit di utilizzo individuale e di
copertura dei bisogni collettivi.

Noi imprenditori, dirigenti e professionisti dell?UCID prendiamo
comunque impegno di sollecitare queste due esigenze di nuova offerta e
di applicarle in modo assolutamente determinato nelle nostre attivit.
Dalla crisi si esce con una rigenerazione di fondo per costruire il
Bene Comune. La rimozione dei valori etici dalle formule
dell?efficienza ha creato meccanismi finanziari senza controllo che
stanno producendo danni enormi. Servono coscienza e responsabilit
personale perch nella ricerca dell?efficienza ? necessaria nella
competizione mondiale ? non ci si limiti solo ai primi secondo una
concezione darwiniana del mercato, ma si abbia contestualmente cura e
sollecitudine nel ridurre le disuguaglianze. Sar questa la nostra
testimonianza, questo il nostro contributo.

Consiglio Direttivo dell?UCID ? Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti
Roma 25-26 novembre 2008


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