Crisi: a Natale alla tavola non si rinuncia. Consumi “freddi” , ma niente crollo. Tre miliardi di euro per festeggiare. Carni, prosciutti, salumi e vini battono giacche, camice e maglioni

Si stapperanno oltre 80 milioni di bottiglie di vino, soprattutto a denominazione d'origine.

05/dic/2008 13.33.48 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Crisi: a Natale alla tavola non si rinuncia. Consumi “freddi”,
ma niente crollo. Tre miliardi di euro per festeggiare. Carni,
prosciutti, salumi e vini battono giacche, camice e maglioni
 
Un sondaggio della Cia: gli italiani, pur preoccupati delle difficoltà economiche, riducono di poco (1 per cento) gli acquisti alimentari per il cenone e il pranzo natalizio. Meglio il cibo che il vestiario, per il quale si attendono i saldi invernali. Bene pollo e suino. Si stapperanno oltre 80 milioni di bottiglie di vino, soprattutto a denominazione d’origine.
 
La crisi scoraggia gli italiani che riducono le spese per i regali delle feste e tagliano i consumi. Ma alla tavola natalizia, nonostante la preoccupazione per le difficoltà economiche, non si rinuncia. Per il cenone del 24 dicembre e per il pranzo del 25 dicembre spenderanno, in cibo, tre miliardi di euro. Gli acquisti, saranno, comunque, più oculati, ma carni, prosciutti, salumi e vini batteranno gli articoli da vestiario (giacche, camice e maglioni in testa), per i quali, come rilevano molte indagini, si annuncia un drastico calo, forse in attesa dei saldi invernali. A segnalarlo è un sondaggio della Cia-Confederazione italiana agricoltori, la quale, tuttavia, ricorda che prossimo sarà un Natale “freddo” sotto il profilo alimentare, ma non ci sarà il crollo.
Gli acquisti dei prodotti alimentari per imbandire le tavole delle feste natalizie -rileva la Cia- dovrebbero scendere in quantità di appena l’1 per cento rispetto allo scorso anno; mentre in termini monetari si annuncia una crescita, dovuta essenzialmente ai rincari dei prezzi, della spesa attorno all’1,8 per cento, sempre nei confronti del 2007.
A tavola -afferma la Cia- sia per il cenone della vigilia che per il pranzo di Natale vincerà ancora una volta la tradizione e le preferenze andranno anche quest’anno per i prodotti “made in Italy”, ovviamente con occhio al portafoglio. Non ci saranno, pertanto, acquisti folli. Salmone, ostriche, caviale e frutta esotica con il contagocce.
Dal sondaggio effettuato dalla Cia emerge che gli italiani, sempre più attenti ai conti, proprio a causa di una precaria situazione economica e, in particolare, per i prezzi in rialzo, indirizzeranno i loro acquisti verso prodotti enogastronomici più “abbordabili” sotto l’aspetto economico. Pochi, quindi, i cibi di “fascia alta”.
Dalle ultime rilevazioni si riscontra una crescita di consumi per le carni (in particolare quelle di pollame e suine che, in complesso, dovrebbero registrare un aumento del 2,5 per cento), per i prosciutti e i salumi, per i quali si prevede un incremento intorno all’1,5 per cento.
Una buona performance si dovrebbe avere dai vini, soprattutto i “rossi”. Secondo le stime della Cia, si stapperanno circa 80 milioni di bottiglie (soprattutto a denominazione d’origine), il 94 per cento di produzione italiana, con una crescita dell’1,8 per cento rispetto allo scorso anno. Bene anche gli spumanti con un aumento degli acquisti del 2,1 per cento.
La Cia sostiene che per gli acquisti dei prodotti agroalimentari da consumarsi durante le prossime feste natalizie, le oltre 23,5 milioni di famiglie italiane si rivolgeranno in prevalenza alla grande distribuzione commerciale (56 per cento), seguita dai negozi tradizionali (24 per cento), dai mercatini locali (18 per cento), e da internet (2 per cento).
Molta attenzione da parte degli italiani -annota la Cia- sarà rivolta ai tantissimi mercatini che verranno allestiti dagli agricoltori in questi giorni, in particolare nelle zone rurali. Inoltre acquistando prodotti di qualità, tipici e legati al territorio, si può anche risparmiare tra il 10 e il 15 per cento.
 
 
 
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