Salute: diossina; carni, prosciutti e salumi sono sicuri Per garantire ancora di più i consumatori estendere subito a tutto l’agroalimentare l’indicazione d’origine in etichetta

Salute: diossina; carni, prosciutti e salumi sono sicuri Per garantire ancora di più i consumatori estendere subito a tutto l'agroalimentare l'indicazione d'origine in etichetta N. 489 9 dicembre 2008 Salute: diossina; carni, prosciutti e salumi sono sicuri Per garantire ancora di più i consumatori estendere subito a tutto l'agroalimentare l'indicazione d'origine in etichetta La Cia ribadisce che ogni allarmismo è infondato e può solo generale pericoli psicosi.

09/dic/2008 13.37.52 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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N. 489                                                                                                                            9 dicembre 2008
 
 
Salute: diossina; carni, prosciutti e salumi sono sicuri
Per garantire ancora di più i consumatori estendere subito
a tutto l’agroalimentare l’indicazione d’origine in etichetta
 
La Cia ribadisce che ogni allarmismo è infondato e può solo generale pericoli psicosi. Non siamo davanti ad un’emergenza alimentare. I controlli funzionano e i nostri allevamenti suinicoli, sottoposti a quotidiane verifiche, producono qualità e tipicità. Sono garantiti sotto ogni profilo i mangimi utilizzati.
 
 
“No” ad allarmismi ingiustificati che possono provocare dannose psicosi; carne bovina, prosciutti, salumi, zamponi e cotechini venduti in Italia sono sicuri; tenere sempre alta la vigilanza nei controlli da parte delle autorità preposte; subito l’estensione dell’etichetta d’origine per tutti i prodotti agroalimentari. E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori davanti al problema della contaminazione da diossina di suini allevati in Irlanda.
Per la Cia, quindi, è quanto mai inopportuno parlare di emergenza alimentare. Sulle merci provenienti dall’estero c’è una rete di controlli molto efficace. Mentre le produzioni “made in Italy” sono sicure e di qualità. I nostri allevamenti, infatti, sono sottoposti a quotidiane verifiche e utilizzano mangimi garantiti sotto ogni profilo.
            La vicenda della diossina -avverte la Cia- pone, comunque, l’esigenza di allargare subito a tutto l’agroalimentare l’indicazione del paese d’origine del prodotto. Oggi esiste solo per la carne bovina, per il pollame, per il latte fresco, per l’ortofrutta, mentre per l’olio d’oliva ancora è in piedi un contenzioso con l’Unione europea. Risultano privi d’indicazione d’origine la carne di maiale, di coniglio, e d’agnello, la pasta, le conserve vegetali e molti tipi di formaggi, esclusi, ovviamente, quelli a marchio Dop.
            L’effetto di allarmismi generalizzati -rileva la Cia- sarebbe deleterio. Non solo in un momento come quello di vigilia delle feste quando aumentano i consumi, ma per l’intero settore suinicolo che riveste una grande importanza nel contesto dell’economia agroalimentare nazionale. I numeri, del resto, sono significativi. Sono oltre 100 mila le aziende, con oltre 9 milioni di capi suini. Il valore al consumo della carne suina è di 1,2 miliardi, quello dei salumi di 3,6 miliardi (460 milioni per le Dop). Solo nello scorso anno sono stati prodotti 9 milioni 900 mila prosciutti di Parma, mentre quelli di San Daniele sono stati circa 2 milioni e 700 mila.
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