Lo spumante italiano non conosce crisi. Per le feste natalizie salteranno 80 milioni di tappi. Export in aumento. Consumi in crescita

In Germania, ad esempio, si ha il 26 per cento del fatturato di esportazione.

12/dic/2008 12.41.10 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Lo spumante italiano non conosce crisi. Per le feste natalizie
salteranno 80 milioni di tappi. Export in aumento. Consumi in crescita
 
La Cia sottolinea l’andamento sempre più positivo del settore. Premiato l’ottimo rapporto qualità-prezzo delle nostre produzioni. Le bollicine “made in Italy” sempre più apprezzate nel mondo. Oltre 300 milioni di bottiglie vendute, con un fatturato di 2,3 miliardi di euro.
 
Lo spumante italiano non conosce crisi. I numeri parlano chiaro: più di 2,3 miliardi di euro il giro d’affari globale; circa 300 milioni di bottiglie vendute, 277,7 milioni con metodo Charmat (Asti, Prosecco) e 22 milioni con metodo classico (Trento Doc, Oltrepò Pavese, Franciacorta); 153,1 milioni consumate in Italia e 146,3 esportate. Il consumo nazionale, compreso gli spumanti importati, è 165,6 milioni di bottiglie. E per le feste di Natale si avrà la conferma di questo momento felice per le “bollicine nostrane”: salteranno in aria oltre 80 milioni di tappi di spumante nella stragrande maggioranza “made in Italy”. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori per la quale viene premiato l’ottimo rapporto qualità-prezzo delle nostre produzioni.
Per le feste natalizie il brindisi non farà, quindi, “flop”. Anzi, sia per Natale che per il Capodanno -ricorda la Cia- ci sarà un aumento, in quantità, dei consumi di spumante pari al 2,3 per cento rispetto 2007. Contenuta la crescita della spesa, con un aumento, in termini monetari, pari al 2,8 per cento nei confronti dell’anno passato.
La Cia sostiene che il 60 per cento delle bottiglie di spumante verrà stappato in famiglia. A prevalere nelle case degli italiani sarà lo spumante dolce (57 per cento), seguito da quelli secchi e brut e dallo champagne. E questo conferma che la qualità delle nostre produzioni continua ad essere una formidabile arma vincente, visto i consensi che esse stanno registrando.
Per quanto riguarda la produzione nazionale (153,1 milioni di bottiglie) abbiamo al primo gli spumanti di qualità (igt/vit) con 61,9 milioni, il Prosecco con 55 milioni, quelli con metodo classico (20,5 milioni) e l’ Asti con 15,7 milioni.
Le “bollicine” nostrane -rileva la Cia- si stanno sempre più affermando sui mercati internazionali. Nelle esportazioni, infatti, si registra -come evidenzia lo stesso Forum degli Spumanti d’Italia- un più 11 per cento di volumi e un più 29 per cento in valore nei primi 11 mesi del 2008. In Germania, ad esempio, si ha il 26 per cento del fatturato di esportazione. Seguono gli Stati Uniti, con il 22 per cento, e la Gran Bretagna, con il 10 per cento. Per i nostri spumanti continua, quindi, la “conquista del mondo”, con Asti e Prosecco veri leader all’estero.
Sul mercato statunitense, in particolare, si è avuta una crescita del 25 per cento nei confronti dell’anno precedente. Consistente -avverte la Cia- l’aumento registrato in Giappone, con un più 10 per cento. Sempre sostenuto il flusso esportativo in Germania (più 12 per cento) e in Spagna (più 9,5 per cento). Forti incrementi si sono avuti anche in Russia, Svizzera, Svezia, Cina, Norvegia e Polonia.
Sempre sul fronte dell’export in testa alle classifiche, secondo i dati dell’Osservatorio economico nazionale spumanti, si ha -afferma la Cia- l’Asti Docg con poco più di 63 milioni di bottiglie. A seguire il Prosecco con 44 milioni di bottiglie, altri tipi di spumanti di qualità con 38 milioni di bottiglie e quelli con metodo classico (1,2 milioni di bottiglie).
Per gli spumanti italiani è, dunque, un momento di gloria. Il 2008, infatti, ha fatto segnare importanti successi per la qualità nazionale. Successi che si riscontrano soprattutto tra i giovani che stanno riscoprendo il sapore e l’aroma caratteristici degli spumanti. In testa alle preferenze resistono quelli dolci, ma sono in netta risalita anche i secchi, brut e quelli prodotti con metodo classico.
 
 
Le cifre degli spumanti “made in Italy”
 
• 299,4 milioni bottiglie di spumanti italiani, di cui 22 milioni con metodo classico e 277 milioni con metodo Charmat
 
• 153,1 milioni bottiglie di produzione nazionale e consumate in Italia
 
• 165,5 milioni bottiglie, il consumo globale in Italia compreso gli spumanti importati
 
• 146,3 milioni bottiglie spedite nei 25 paesi Ue e nel mondo
- di cui Asti 63,1 milioni
- di cui spumanti di qualità (igt/vit) 38 milioni
- di cui Prosecco (di territorio) 44 milioni
- di cui metodo classico 1,2 milioni
 
• 72 per cento del consumo nazionale avviene in 25 giorni (dal 10 dicembre al 6 gennaio)
 
• è di 2,3 miliardi di euro il fatturato al consumo mondiale degli spumanti italiani
 
• 3,4 milioni sono i consumatori abituali di spumanti e champagne nel nostro Paese
 
• 2,8 bottiglie il consumo pro-capite all’anno in Italia
 
 
Fonte Osservatorio nazionale economico spumanti
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