Inflazione: i prezzi degli alimentari restano cari e il carrello della spesa è sempre più vuoto. Nel 2008 consumi in calo del 3,5 per cento

15/dic/2008 13.40.25 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Inflazione: i prezzi degli alimentari restano cari e il carrello della spesa
è sempre più vuoto. Nel 2008 consumi in calo del 3,5 per cento
 
La Cia mette in risalto una situazione difficile per le famiglie italiane alle prese con acquisti sempre più onerosi. Arriva a 482 euro la spesa alimentare mensile. Rispetto al 2007 si spenderà, in termini monetari, il 2,6 per cento in più, pur mettendo a tavola meno prodotti. Gli hard-discount continuano a conquistare fette di mercato.
 
I rincari dei prezzi alimentari (più 4,7 per cento a novembre) svuotano il carrello della spesa e per gli italiani a tavola si chiude un 2008 con il segno negativo. I consumi, secondo le prime stime, dovrebbero diminuire del 3,5 per cento rispetto al 2007; mentre la spesa mensile, in termini monetari, dovrebbe crescere del 2,6 per cento (482 euro contro i 470 euro del 2007). E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito ai dati odierni dell’ Istat sull’inflazione e sulla base di una ricerca condotta su rilevazioni Ismea e Istat e sulle elaborazioni delle tendenze agli acquisti oggi in atto.
La Cia ricorda, comunque, che i prezzi agricoli alla produzione ad ottobre scorso sono diminuiti del 6,8 per cento rispetto allo stesso periodo del 2007. Un eguale andamento, purtroppo, non si è avuto nei vari passaggi della filiera e così i prodotti alimentari non hanno avuto, al dettaglio, la tanto attesa flessione. Si registrano lievi correzioni al ribasso: si è passati dal più 5,2 per cento di ottobre al più 4,7 per cento di novembre. Troppo poco. I listini, nel complesso, hanno mantenuto livelli eccessivamente alti e alcune quotazioni non trovano alcuna giustificazione.
Le flessioni più marcate dei consumi, secondo le previsioni della Cia, dovrebbero aversi per la frutta (meno 3,9 per cento), per la carne bovina (meno 3,1 per cento), per il pane (meno 2,3 per cento), per l’olio d’oliva (meno 2,2 per cento), per gli ortaggi e le patate (meno 1,8 per cento), per la carne suina e i salumi (meno 1,2 per cento).
Sempre secondo le stime della Cia, dovrebbero, invece, risultare in crescita prodotti come la pasta (più 1,3 per cento), nonostante la forte lievitazione dei prezzi fin adesso registrata, la carne avicola (più 5,2 per cento), il latte e i suoi derivati (più 0,7 per cento).
La Cia ricorda che nei primi dieci mesi del 2008, si è avuto, in rapporto all’analogo periodo del 2007, un calo dei consumi alimentari, in quantità, del 3,6 per cento, con una punta del 4,2 per cento nel Sud. Le flessioni più evidenti sono avute per pane (2,2 per cento), per la frutta (3,9 per cento), per le carni bovine (3,2 per cento), per l’olio d’oliva (2,6 per cento), per gli ortaggi (1,9 per cento).
La spesa alimentare, sempre nei primi dieci mesi del 2008, ha rappresentato in media, il 18,8 per cento di quella totale. E’ aumentata la percentuale di famiglie che hanno acquistato prodotti agroalimentari presso gli hard-discount (dal 9,7 del 2007 al 10,2 per cento). Comunque, gli iper e i supermercati restano i punti vendita dove si ha la maggiore concentrazione degli acquisti da parte degli italiani con il 68,2 per cento (specialmente nel Centro-Nord con il 73 per cento). A seguire il negozio tradizionale (64,9 per cento), in particolare nel Sud (77,1 per cento). Da rilevare che per la spesa nei mercati rionali ha optato il 21 per cento delle famiglie residenti nel Centro-Nord e il 31,7 per cento quelle delle regioni meridionali.
La percentuale del 18,8 per cento della spesa alimentare su quella complessiva è così ripartita: 3,2 per cento pane e cereali, 4,3 per cento carne, 1,7 per cento pesce, 2,5 per cento latte, formaggi e uova, 0,7 per cento oli e grassi, 3,4 per cento frutta, ortaggi e patate, 1,3 per cento zucchero, caffé e altri, 1,7 per cento bevande.
 
 
 
Consumi alimentari nel 2008 (stime preliminari)
(Variazioni % in quantità rispetto al 2007)
 
Derivati cereali di cui:
+0,7%
Pane
Pasta
-2,3%
+1,3%
Carne bovina
-3,1%
Carne suina e salumi
-1,2%
Carne avicola
+5,2%
Latte e derivati
+0,7%
Prodotti ittici
-0,6%
Frutta
-3,9%
Ortaggi e patate
-1,8%
Olio d’oliva
-2,2%
Vino e spumante
-0,6%
Totale agroalimentari
-3,5%
 
 
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