Natale: 9 famiglie su 10 preferiscono l’agroalimentare “made in Italy” Dà più sicurezza e viene scelto per qualità, tipicità e forte legame con il territorio

16/dic/2008 12.26.31 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Natale: 9 famiglie su 10 preferiscono l’agroalimentare “made in Italy”
Dà più sicurezza e viene scelto per qualità, tipicità e forte legame con il territorio
 
La Cia evidenzia che per imbandire le tavole delle feste si guarda sempre meno all’estero. Dopo le ultime emergenze alimentari e i “pericoli” dalla Cina, si opta per il prodotto nazionale. E per zamponi e cotechini, nonostante gli infondati allarmismi non ci sarà crisi. Sempre più apprezzati i mercatini degli agricoltori.
 
Sarà un Natale all’insegna del “made in Italy”. Per imbandire le tavole delle feste 9 famiglie su 10 acquisteranno prodotti alimentari nazionali, con grande attenzione alla tipicità e al legame con il territorio. Le produzioni nostrane vengono, infatti, considerate più sicure e di maggiore qualità rispetto a quelle che vengono dall’estero. Effetto, questo, provocato dalle emergenze alimentari non certo causate dall’agroalimentare nazionale. C’è, inoltre, anche preoccupazione per prodotti “pericolosi” che provengono dalla Cina. E’ quanto sostiene un’indagine condotta dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori.
E così le famiglie italiane -avverte la Cia- non faranno acquisti folli e voluttuari per prodotti esteri: salmone, ostriche, caviale e frutta esotica con il contagocce. A vincere sarà il prodotto nazionale e la sua inimitabile tradizione. Sulle tavole troveremo carni, insaccati, formaggi, ortofrutta, vino e spumanti delle nostre terre.
Dunque, particolare attenzione ci sarà -segnala la Cia- per i tantissimi prodotti legati al territorio, che costituiscono un grande patrimonio per il nostro Paese. Non solo quelli a denominazione d’origine (Dop, Igp, Doc e Igt), ma anche quelli che hanno tradizioni profonde che sono oltre 4500. C’è, infatti, sempre una ricerca, da parte degli italiani, di prodotti di “nicchia”, frutto della paziente e secolare opera dei nostri agricoltori. Prodotti -annota la Cia- che possono essere acquistati nei tantissimi mercatini che sono allestiti dagli agricoltori in questi giorni di festa, in particolare nelle zone rurali. Con la vendita diretta, i prezzi risultano decisamente più bassi rispetto ai centri commerciali e ai negozi delle città. Acquistando in questi mercatini si può anche risparmiare tra il 15 e il 20 per cento.
In questi mercatini si trova esclusivamente “made in Italy” e tipicità.. Vini, oli extravergini di oliva, formaggi, salumi, legumi secchi, castagne, frutta secca. Tutti prodotti legati al territorio, ma anche a denominazione d’origine. Si va dal Prosciutto di Parma a quello di San Daniele, dal Culatello di Zibello al Capocollo, alla Soppressata di Calabria, dallo Speck dell’Alto Adige al Lardo di Arnaud della Val d’Aosta, dal Gorgonzola al Parmigiano Reggiano, al Grana Padano al Pecorino Romano e Sardo, alla Mozzarella di Bufala Campana al Caciocavallo Silano, dalle Arance rosse di Sicilia alla Nocciola del Piemonte, dalla Lenticchia di Castelluccio ai Capperi di Pantelleria, alla Nocciola di Giffoni, dall’Olio di oliva di Brisighella a quelli di Canino, del Cilento, della Riviera Ligure, della Sabina, dell’Umbria, della Puglia e delle Valli Trapanesi, al pane casereccio di Genzano e di Altamura.
E neanche l’ultima emergenza provocata dalla carne irlandese alla diossina sembra aver creato inutili psicosi tra le famiglie italiane. Sta di fatto che, nonostante gli allarmismi infondati, si consumeranno per le feste (soprattutto tra il 31 dicembre e il primo gennaio) circa 7 mila tonnellate tra cotechini e zamponi. Nei prossimi giorni sulle tavole si “brucerà” la quasi totalità della produzione nazionale di questi due prodotti tipici e tradizionali delle feste di fine d’anno. Nel dettaglio, i più venduti saranno lo Zampone e il Cotechino di Modena Igp, riconoscibili dal marchio di tutela europeo (caratteristico logo a cerchi concentrici gialli e blue con stelline), ma è altissima anche la richiesta, direttamente agli allevatori, per quelli artigianali.
Dopo anni di calo, dal 2005 lo zampone e il cotechino -evidenzia la Cia- hanno avuto una tendenza positiva ed è prevedibile che anche per quest’anno si registri una ulteriore crescita nei consumi, quantificabile intorno all’1,5-2 per cento.
Molto richieste anche le lenticchie, il tradizionale legume che, oltre ad accompagnare perfettamente zampone e cotechino, è simbolo scaramantico. Si va da quelle di Castelluccio di Norcia Igp a quelle di Rascino, di S.Stefano di Sessano (Abruzzo), molisane (Molise), di Valle agricola (Campania), di Ventotene (Lazio), di Villalba e di Ustica (Sicilia).
La Cia sostiene, infine, che per gli acquisiti dei prodotti agroalimentari tipici “made in Italy” da consumarsi durante le prossime feste, gli italiani si rivolgeranno in prevalenza alla grande distribuzione commerciale (56 per cento), seguita dai negozi tradizionali (24 per cento), dai mercatini locali (18 per cento), e da internet (2 per cento).
 
 
 
 
 
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