Capodanno: il brindisi per il 2009 non farà “flop” . A vincere le “bollicine made in Italy”

A vincere le "bollicine made in Italy" Capodanno: il brindisi per il 2009 non farà "flop".

30/dic/2008 09.52.27 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Capodanno: il brindisi per il 2009 non farà “flop”. A vincere le “bollicine made in Italy”
                                                               
Secondo la Cia, gli italiani per festeggiare l’arrivo del nuovo anno spenderanno circa 350 milioni di euro, con un aumento del 5 per cento rispetto all’anno precedente. Il 60 per cento delle bottiglie sarà aperto tra le mura domestiche. Gli spumanti dolci in testa alle preferenze, ma sono in netta crescita anche quelli secchi e brut e quelli prodotti con metodo classico.
 
Il 2009 sarà salutato dal salto di milioni di tappi di spumante nella stragrande maggioranza (oltre l’85 per cento) “made in Italy”. A sottolinearlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori la quale evidenzia che gli italiani per brindare al nuovo anno spenderanno circa 350 milioni di euro.
Nella notte più lunga dell’anno il brindisi non farà, quindi, “flop”. Anzi, come per il Natale, anche per il cenone di San Silvestro -ricorda la Cia- ci sarà un aumento dei consumi, in quantità, di spumante pari al 2,1 per cento rispetto al Capodanno del 2008. In crescita, comunque, anche la spesa con un aumento pari al 5 per cento rispetto all’anno passato, per una cifra che si avvicina ai 350 milioni di euro.
La Cia rileva che il 60 per cento delle bottiglie di spumante verrà stappato in famiglia. A prevalere nelle case degli italiani sarà lo spumante dolce (56 per cento), seguito da quelli secchi e brut e dallo champagne. E questo conferma che la qualità delle nostre produzioni continua ad essere una formidabile arma vincente, visto i consensi che esse stanno riscuotendo sia a livello nazionale che mondiale.
I numeri, del resto, parlano da soli: più di 2,3 miliardi di euro il giro d’affari globale; circa 300 milioni di bottiglie vendute, 277,7 milioni con metodo Charmat (Asti, Prosecco) e 22,3 milioni con metodo classico (Trento Doc, Oltrepò Pavese, Franciacorta); 153,1 milioni consumate in Italia e 146,3 esportate. Il consumo nazionale, compreso gli spumanti importati, è 165,6 milioni di bottiglie. Non solo: è ottimo il rapporto qualità-prezzo delle nostre produzioni.
Le “bollicine” nostrane -rileva la Cia- si stanno, comunque, sempre più affermando sui mercati internazionali. Nelle esportazioni, infatti, si registra -come evidenzia lo stesso Forum degli Spumanti d’Italia- un più 11 per cento di volumi e un più 29 per cento in valore nei primi 11 mesi del 2008.
Per i nostri spumanti continua, quindi, la “conquista del mondo”, con Asti e Prosecco veri leader all’estero, rispettivamente, secondo i dati dell’Osservatorio economico nazionale spumanti, con poco più di 63 milioni di bottiglie e con 44 milioni di bottiglie.
Così anche per quest’anno si rinnova un successo che si riscontra soprattutto tra i giovani che stanno riscoprendo il sapore e l’aroma caratteristici degli spumanti. In testa alle preferenze resistono quelli dolci, ma sono in netta risalita anche i secchi, brut e quelli prodotti con metodo classico.
 
 
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