Costi produttivi e oneri sociali sempre piùopprimenti, prezzi sui campi in caduta libera: duecentomila imprese agricole rischiano di chiudere

Costi produttivi e oneri sociali sempre piùopprimenti, prezzi sui campi in caduta libera: duecentomila imprese agricole rischiano di chiudere Costi produttivi e oneri sociali sempre più opprimenti, prezzi sui campi in caduta libera: duecentomila imprese agricole rischiano di chiudere Il presidente della Cia Giuseppe Politi lancia un grido d'allarme.

14/gen/2009 13.53.38 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Costi produttivi e oneri sociali sempre più opprimenti, prezzi sui campi in caduta libera: duecentomila imprese agricole rischiano di chiudere
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi lancia un grido d’allarme. Il settore vive una fase difficilissima. I prezzi dei fattori di produzione in un anno si sono raddoppiati. Le quotazioni dei cereali registrano cali tra il 35 e il 50 per cento.
 
 
Costi produttivi e oneri sociali praticamente raddoppiati in poco meno di un anno, prezzi sui campi in caduta libera, redditi degli agricoltori italiani sempre più in difficoltà. Duecentomila imprese rischiano di chiudere i battenti. Per questo motivo sono indispensabili e da subito misure straordinarie e realmente incisive per contrastare una crisi che non ha precedenti nella storia recente della nostra agricoltura. Il grido di allarme è venuto oggi dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi il quale durante la conferenza stampa d’inizio d’anno ha ribadito che proseguirà la mobilitazione sia a livello territoriale che nazionale, dopo le manifestazioni che si sono svolte nello scorso mese di novembre e culminate con il sit-in a Roma, davanti alla Camera dei deputati.
Per l’agricoltura italiana -come ha sottolineato Politi- siamo ormai in presenza di uno scenario sempre più fosco e il futuro, senza interventi mirati, appare molto incerto per gli imprenditori agricoli su cui pesano in maniera opprimente i riflessi negativi dei costi produttivi (concimi in testa) e degli oneri sociali. Costi che oggi incidono nella gestione aziendale agricola, in media, tra il 60 e l’85 per cento per cento.
Soltanto nello scorso mese di novembre l’aumento è stato di 6,9 per cento rispetto all’analogo periodo del 2007. Gli incrementi hanno caratterizzato tutti i fattori della produzione agricola. Si hanno rialzi stellari per i concimi, con un più 60,9 per cento, per il gasolio (più 7,7 per cento), per l’energia elettrica (più 4,2 per cento), per le sementi (più 2,5 per cento), per gli antiparassitari (più 3,5 per cento).. In quattro anni (2005-2008) l’incremento ha superato il 7 per cento.
Non solo. A questi aumenti, che negli ultimi anni hanno frenato l’attività imprenditoriale con un crescendo impressionate, si aggiungono -ha fatto notare il presidente della Cia- anche gli oneri previdenziali (in poco meno di due anni sono cresciuti di circa il 26 per cento) e quelli di carattere burocratico. Oneri pesanti che si traducono in forte ostacolo alla crescita economica delle imprese, con incidenza negativa notevole sull’occupazione e la competitività.
A rendere più incerto il quadro agricolo del nostro Paese è il crollo verticale dei prezzi praticati sui campi che, sempre nello scorso mese di ottobre sono scesi, in media, del 6,9 per cento, con punte anche del 35-50 per cento per i cereali.

Costi di produzione
(Dati di novembre 2008 -Variazioni % su novembre 2007)

Concimi +60,9%
Gasolio +7,7%
Energia elettrica +4,2%
Sementi +2,5%
Antiparassitari +3,5%

Elaborazione Cia-Confederazione italiana agricoltori su rilevazioni Ismea

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