Social Card: solo tanta confusione e lungaggini. E molti pensionati rischiano di rimanere “a secco”. Un fallimento annunciato

21/gen/2009 13.18.35 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Social Card: solo tanta confusione e lungaggini. E molti pensionati rischiano di rimanere “a secco”. Un fallimento annunciato
                                                                                                
L’Associazione pensionati della Cia denuncia una situazione caotica. Tantissimi problemi soprattutto nelle zone rurali. Distribuite solo 580 mila carte su un milione e 200 mila annunciate. Molte quelle che risultano”scariche”. Era meglio aumentare le pensioni.
 
 
            La Social Card rischia di divenire un vero e proprio fallimento. Molti sono i pensionati che rischiano di non entrarne in possesso o di averla addirittura scarica. Non solo. Presso gli uffici postali si registra una totale confusione che sta allungando terribilmente i tempi di consegna. A lanciare l’allarme è l'Associazione nazionale pensionati (Anp) della Cia-Confederazione italiana agricoltori che denuncia una situazione caotica che sta avendo ripercussioni su tantissime persone (la stragrande maggioranza anziani) che, pur avendone diritto, finora non hanno ricevuto nulla.
            Era molto meglio -sottolinea l’Anp-Cia- utilizzare altri strumenti per rispondere alle esigenze degli anziani, come l’aumento delle pensioni. Invece, oggi ci troviamo a fare i conti con una “tessera solidale” che, oltre ad essere umiliante per i pensionati che la devono ritirare, è una elemosina che non risolve i problemi di quelle persone che già vivono in uno stato di profondo disagio economico e sociale.
            Oltretutto -aggiunge l’Anp-Cia- in alcune zone del Paese è introvabile e questo soprattutto nei territori rurali e agricoli dove si riscontrano enormi difficoltà.
            Il problema -avverte l’Anp-Cia- è che, al suo debutto (il primo dicembre 2008), la Social Card aveva destato molte aspettative e doveva essere indirizzata ad oltre un milione e 200 mila beneficiari. Ora i dati dell’Inps parlano di poco più di 580 mila carte distribuite e di solo 423 mila attivate. In pratica, quelle funzionanti sono appena un terzo di quanto il governo aveva ipotizzato nello scorso mese di novembre. E al danno si aggiunge la beffa: circa il 27 per cento delle tessere distribuite sono ancora senza soldi. E questo ha determinato uno slittamento a fine febbraio per la presentazione delle domande.
            L’Anp-Cia sottolinea che i risultati migliori li hanno ottenuti quei pensionati che si sono rivolti direttamente ai Caf e ai Patronati che hanno accelerato al massimo le pratiche per ottenere la carta. Chi, invece, si è presentato agli uffici postali ha riscontrato soltanto problemi e lungaggini.
            Sta di fatto, comunque, che la Social Card si sta rivelando uno strumento assolutamente inadeguato e sta così tradendo le aspettative di migliaia di cittadini. E ciò dimostra -conclude l’Anp-Cia- che con gli “spot” non si risolvono i problemi. Serve più concretezza e soprattutto serietà.
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