Alimentare: “tolleranza zero” per chi falsifica ed inquina

11/feb/2009 16.46.11 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Alimentare: “tolleranza zero” per chi falsifica ed inquina

La Cia esprime apprezzamento per i sequestri avvenuti nell’ambito dell’ “Operazione San Marzano”. Vanno tutelati sia i consumatori che i produttori agricoli.
 
Dura lotta alle falsificazioni, “tolleranza zero” per chi sofistica ed inquina gli alimenti. E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori nel commentare positivamente i sequestri di tonnellate di prodotti alimentari (in particolare pomodori San Marzano contraffatti e olio extravergine d’oliva con etichetta irregolare e in via di accertamento sotto il profilo della composizione) contraffatti da parte dell’Ispettorato controllo qualità (Icq) del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, della Guardia di Finanza e delle Dogane che hanno condotto in sinergia l’ “Operazione San Marzano”.
Occorrono -avverte la Cia- misure drastiche per contrastare sia le importazioni di alimenti “pericolosi” che per debellare l’adulterazione e la truffa nell’alimentazione. E’ necessaria la massima fermezza contro chi, attraverso azioni fraudolente e illegali, oltre ad ingannare i consumatori, mette anche a repentaglio la salute dei cittadini e a rischio la stessa credibilità del settore agroalimentare italiano.
Secondo la Cia, è sempre più indispensabile un'etichetta trasparente per garantire consumatori e produttori agricoli. L’indicazione di provenienza è, quindi, uno strumento essenziale che va esteso a tutti i prodotti agroalimentari.
D’altra parte, la stragrande maggioranza degli italiani (nove su dieci) vuole massima sicurezza alimentare e chiede misure efficaci per reprimere sofisticazioni e adulterazioni dei prodotti; mentre sette su dieci sono favorevoli ad un’etichetta "trasparente" che permetta di riconoscere la provenienza del prodotto. Non solo. Oltre il 65 per cento dei nostri connazionali -sottolinea la Cia- guarda alla qualità.
La sicurezza è, quindi, al primo posto nelle scelte alimentari degli italiani. Una tendenza -avverte la Cia- che è stata rafforzata anche dagli ultimi scandali alimentari e in particolare dalle vicende che hanno riguardato i sequestri di prodotti “pericolosi” per la salute.
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