Maltempo: ancora pesanti danni per l’agricoltura . Si riducono le colture di cereali (-20 per cento). Gelo e grandine colpiscono alberi da frutta e ortaggi. Si temono rincari e speculazioni

Le copiose piogge delle settimane scorse hanno devastato le campagne, con agrumeti, ma anche altri alberi da frutta, che non ci sono più, perchè spazzati via da frane e smottamenti e dalla furia della pioggia, con campi di cereali, appena seminati, devastati dalle acque, il che significa un calo del 20 per cento dei terreni coltivati e in alcuni casi, addirittura, niente produzione per quest'anno; serre e strutture aziendali fortemente danneggiate; coltivazioni orticole, sia in campo aperto che protette, completamente distrutte; terreni agricoli, da giorni sott'acqua, che vanno ripristinati per poter essere nuovamente coltivati, con spese non certo indifferenti.

11/feb/2009 16.19.35 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Maltempo: ancora pesanti danni per l’agricoltura. Si riducono
le colture di cereali (-20 per cento). Gelo e grandine colpiscono
alberi da frutta e ortaggi. Si temono rincari e speculazioni
 
 
La Cia preoccupata per l’insistenza delle avversità atmosferiche che già nelle scorse settimane hanno causato conseguenze pesanti per le coltivazioni, per le serre e le strutture aziendali. C’è il rischio che gli agricoltori non possano essere risarciti per la mancanza di finanziamenti per il Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali.
 
 
La nuova ondata di maltempo che in queste ore colpisce l’Italia sta avendo ulteriori pesanti conseguenze anche per l’agricoltura. Le copiose piogge delle settimane scorse hanno devastato le campagne, con agrumeti, ma anche altri alberi da frutta, che non ci sono più, perchè spazzati via da frane e smottamenti e dalla furia della pioggia, con campi di cereali, appena seminati, devastati dalle acque, il che significa un calo del 20 per cento dei terreni coltivati e in alcuni casi, addirittura, niente produzione per quest’anno; serre e strutture aziendali fortemente danneggiate; coltivazioni orticole, sia in campo aperto che protette, completamente distrutte; terreni agricoli, da giorni sott’acqua, che vanno ripristinati per poter essere nuovamente coltivati, con spese non certo indifferenti. Ora a preoccupare sono soprattutto le basse temperature, con gelate e grandinate. E’ quanto evidenzia la Cia-Confederazione italiana agricoltori che è allarmata dai possibili rincari, totalmente ingiusticati, che si potrebbero registrare al consumo anche per produzioni ortofrutticole già raccolte.
Il gelo, tuttavia, ha colpito -segnala la Cia- alberi da frutta (mandorli, albicocchi, susini, ciliegi) che in alcune zone hanno cominciato a mettere i primissimi fiori. Alcune di queste colture, purtroppo, rischiano di andare perdute. Stesso discorso per gli ortaggi. Nei campi a cielo aperto le temperature rigide hanno messo a dura prova diverse coltivazioni. Al momento si registrano danni soprattutto per alcuni tipi di insalate, per i broccoli, per i carciofi. Conseguenze si sono avute anche per la floricoltura.
L’ondata di freddo -evidenzia ancora la Cia- ha fatto lievitare anche i consumi di gasolio agricolo soprattutto per il riscaldamento delle serre e questo ha aumento i già alti costi di produzione che sono costretti a sopportare gli agricoltori.
Le copiose nevicate, inoltre, hanno praticamente reso inaccessibili le strade che conducono alle imprese agricole. Così -afferma la Cia- sono in pericolo gli approvvigionamenti per il bestiame, mentre si registrano difficoltà nel trasporto del latte. Una situazione che, se il maltempo imperverserà ancora nei prossimi giorni, può divenire realmente preoccupante.
Su tutto ciò aleggia, però, il rischio che gli agricoltori non possano essere risarciti per la mancanza -avverte la Cia- di finanziamenti per il Fondo di solidarietà nazionale per le calamità maturali.
Per quanto concerne i prezzi, la Cia sottolinea che, nonostante le avverse condizioni atmosferiche, non si segnalano alla produzione alcun tipo di rialzo e, quindi, anche al dettaglio non dovrebbero aversi aumenti. Usiamo il condizionale perché troppe volte in passato ci sono stati rincari alimentati da pure spinte speculative.
 
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