San Valentino: l’omaggio di un fiore è soprattutto “over 50” Lo acquistano il 70 per cento. In testa alle scelte restano le rose rosse

12/feb/2009 13.27.55 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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San Valentino: l’omaggio di un fiore è soprattutto “over 50”
Lo acquistano il 70 per cento. In testa alle scelte restano le rose rosse
 
 
Un’indagine della Cia evidenzia che i cinquantenni ed oltre sono più legati alla tradizione floreale e si rivolgono principalmente al fioraio sotto casa (75 per cento). La percentuale per chi opta per il dono floreale scende tra le fasce d’età più giovani, ma i fiori continuano a rimanere i preferiti, anche se incalzano cioccolatini, dolci, abbigliamento e bigiotteria. Tra gli “under 18” pochi regali e tanti Sms, Mms ed e-mail.
 
 
Un fiore per San Valentino. Piace di più agli “over 50” che ai più giovani, tra i quali cresce la preferenza per altri regali (cioccolatini, dolci, capi di abbigliamento, bigiotteria), anche se l’omaggio floreale resta primo posto. E’ quanto emerge da un’indagine condotta dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori a livello territoriale, interpellando, tra gli altri, anche gli operatori dei mercati floricoli.
Il 70 per cento degli “over 50” intervistati ha confessato di preferire un regalo floreale. In testa alle scelte -avverte la Cia- le rose (80 per cento), ma soprattutto rosse. Seguono le orchidee, i tulipani, le gerbere, le viole. Pochi gli acquisti di piante verdi, che vengono donate per altre occasioni.
Gli “over 50” -secondo l’indagine della Cia- si rivolgono principalmente al fioraio sotto casa (75 per cento), mentre il restante 25 per cento acquista fiori ai mercati rionali o ai banchetti allestiti, per l’occasione, da abusivi, per la stragrande maggioranza extracomunitari.
La spesa media degli “over 50” per l’omaggio floreale varia da 10 a 15 euro, ma -sottolinea la Cia- si arriva anche a cifre elevate che superano i 50-60 euro. Va molto il fiore reciso (88 per cento), meno le composizioni (80 per cento) e i cesti floreali (4 per cento).
Dopo i fiori, gli innamorati “over 50” preferiscono donare cioccolatini e dolci (12 per cento), capi d’abbigliamento (8 per cento), bigiotteria (8 per cento), gioielli (2 per cento).
Un po’ diverso -sostiene la Cia- l’atteggiamento dei più giovani. Nella fascia che va dai 18 ai 35 anni la scelta del regalo per la festa degli innamorati si concentra in particolare nei cioccolatini e nei dolci (29 per cento), nei capi d’abbigliamento (16 per cento) e nella bigiotteria (14 per cento). La maggioranza (42 per cento), comunque, continua ad optare per i fiori. In questo caso la spesa, in media, è più bassa di quella degli “over 50”: da 5 a 12 euro. Pure per essi la scelta preferita è la rosa rossa (75 per cento). In totale, di rose se ne venderanno più di 14 milioni. Pochissime le confezioni floreali (4 per cento). Quasi inesistente la percentuale di chi sceglie gioielli (appena 1 per cento).
Non si discosta di molto il comportamento nella fascia tra i 35 e i 45 anni. Anche qui il fiore è in testa alla classifica dei regali, con il 44 per cento delle preferenze. Cioccolatini e dolciumi sono al 26 per cento, l’abbigliamento al 16 per cento, la bigiotteria al 12 per cento. Ma c’è chi opta anche per il gioiello, ma la percentuale è veramente bassa (2 per cento).
Invece, tra i giovanissimi, “under 18”, il 50 per cento non preferisce fare regali e di questi il 35 per cento opta per un Sms o un Mms o una e-mail. Gli altri scelgono cioccolatini e dolci (45 per cento), bigiotteria (25 per cento), capi di abbigliamento (15 per cento). Pochi i fiori (15 per cento) e niente gioielli.
La Cia ricorda, infine, che sono oltre 20 mila le aziende che operano nel settore florovivaistico. Occupano più di 100 mila lavoratori e hanno una produzione annua che supera i 3 miliardi di euro. Nella classifica europea siamo secondi solo all’Olanda. Tutto questo anche se, negli ultimi anni, si è registrata una flessione di mercato che, in alcuni periodi, ha toccato preoccupanti picchi negativi, in particolare nei mercati liguri e toscani, a causa delle pesanti difficoltà, soprattutto in termini di costi produttivi.
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