Olio d’oliva: con l’etichettatura d’origine più tutela per il “made in Italy”. Garantiti i produttori e consumatori

06/mar/2009 15.01.05 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Olio d’oliva: con l’etichettatura d’origine più tutela
per il “made in Italy”. Garantiti i produttori e consumatori
 
La Cia commenta positivamente l’annuncio, da parte del commissario all’Agricoltura Ue Mariann Fischer Boel, che il provvedimento è da oggi legge europea.
 
Un altro importante obiettivo per la tutela e la valorizzazione del “made in Italy” è stato raggiunto. Così la Cia-Confederazione italiana agricoltori commenta l’annuncio, da parte del commissario Ue all’Agricoltura Mariann Fischer Boel, che l’etichettatura obbligatoria per l’olio d’oliva è da oggi diventata “legge europea” e diventerà operativa dal prossimo primo luglio.
            Nel ricordare che il provvedimento l’Italia lo aveva introdotto fin dall’ottobre del 2007 e che è stato oggetto di una dura contrapposizione con la Commissione europea, la Cia sostiene che la misura permette di difendere il nostro olio d’oliva dalle falsificazioni, dall’assalto degli “agropirati” e dalle sofisticazioni. E così anche il lavoro dei nostri produttori, che puntano da anni alla qualità, è pienamente valorizzato.
Si tratta -afferma la Cia (che da sempre si è battuta per una misura in tal senso)- di un provvedimento importante, attraverso il quale si impedisce di ingannare i consumatori vendendo come italiano un olio ricavato, invece, da miscugli diversi e soprattutto da olive provenienti da altri Paesi, come Grecia, Tunisia e Spagna. Un fenomeno, questo, molto diffuso e che ogni anno provoca al nostro settore olivicolo un danno superiore ai 500 milioni di euro.
Nei mercati -sottolinea la Cia- troviamo, infatti, olio straniero sempre più in abbondanza. Oggi su tre bottiglie due sono di olio estero, ma i consumatori italiani non lo sanno e le comprano come prodotto nazionale, in quanto manca una precisa informazione.
Il nuovo regolamento -rileva la Cia- va, quindi, nella direzione giusta. Oltre a porre fine al lungo contenzioso con l’Ue, con il provvedimento si giunge ad una completa trasparenza, garantendo sia i consumatori che i produttori che in questo modo possono essere più tutelati. Insomma, uno stop deciso ai falsi oli d’oliva “made in Italy”.
Il nostro Paese -conclude la Cia- è il secondo produttore europeo di olio di oliva con una produzione che supera le 600.000 tonnellate (ricavate da 250 milioni di piante), due terzi delle quali extravergine e con molte Dop e Igp. Da non dimenticare poi il biologico. Il tutto per un valore produttivo che si avvicina ai 2,2 miliardi di euro.
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