Agricoltura: sul Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali, il decreto sulle quote latte, gli oneri contributivi la partita resta aperta

Agricoltura: sul Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali, il decreto sulle quote latte, gli oneri contributivi la partita resta aperta Agricoltura: sul Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali, il decreto sulle quote latte, gli oneri contributivi la partita resta aperta La Cia sollecita adeguate soluzioni per dare risposte ai produttori.

10/mar/2009 11.13.34 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Agricoltura: sul Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali,
il decreto sulle quote latte, gli oneri contributivi la partita resta aperta
 
La Cia sollecita adeguate soluzioni per dare risposte ai produttori. Indispensabile un concreto finanziamento per coprire le assicurazioni per i danni da avversità atmosferiche. Massima vigilanza per l’iter alla Camera del decreto quote: sono necessarie ulteriori modifiche. Per le agevolazioni previdenziali nei territori montani e nelle zone svantaggiate occorre una misura strutturale. Basta con le continue proroghe. Ridurre i costi produttivi attraverso la leva fiscale e adottare interventi per garantire la rottamazione delle macchine agricole.
 
Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali, decreto quote latte, oneri contributivi. La partita resta ancora aperta. Per la Cia-Confederazione italiana agricoltori, i nodi non sono del tutto sciolti e occorre trovare al più presto adeguate soluzioni per dare risposte concrete ai produttori agricoli che continuano a vivere una situazione d’emergenza, sempre più alle prese con crescenti costi e con prezzi sui campi in caduta libera.
Il mancato rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per le assicurazioni agevolate per le calamità naturali e per le avversità atmosferiche -sottolinea la Cia- mette a rischio la copertura assicurativa delle imprese. Una misura questa indispensabile proprio per il suo carattere strutturale, poiché  consente alle aziende agricole di affrontare in modo sereno e duraturo le sfide del mercato.
Il Fondo di solidarietà nazionale -ricorda la Cia- è, infatti, uno strumento fondamentale che anche l’Unione europea considera idoneo per sostenere le imprese agricole che, a differenza di altre, oltre alle difficoltà del mercato, subiscono condizionamenti dovuti a calamità naturali e ad eventi imprevedibili.
D’altra parte, i programmi di lavoro delle imprese agricole, senza la certezza della copertura del Fondo di solidarietà, saranno nei prossimi mesi -avverte la Cia- messi in crisi e ciò provocherà un’ulteriore espulsione dal mercato di imprese (solo nel 2008 hanno chiuso i battenti oltre 20 mila aziende agricole) e l'incremento di ulteriori livelli di disoccupazione.
Per quanto riguarda il decreto sulle quote latte, la Cia ribadisce la massima attenzione per l’iter parlamentare che si è aperto alla Camera dopo l’approvazione da parte del Senato. Le modifiche che sono state introdotte da Palazzo Madama, anche grazie alla mobilitazione che la Confederazione ed altre organizzazioni hanno sviluppato sull’intero territorio nazionale, hanno migliorato in modo importante l’originario decreto presentato dal ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia, che era inaccettabile. Tuttavia, il provvedimento andrebbe ulteriormente corretto in maniera da cercare di risolvere adeguatamente i problemi che oggi sono costretti ad affrontare gli allevatori italiani.
In particolare, secondo la Cia, il Fondo per i produttori di latte che hanno investito per incrementare la propria produzione deve essere aumentato nella dotazione finanziaria. I 35 milioni attualmente previsti sono insufficienti ed, oltretutto, tolgono risorse ad altri settori agricoli.
Per la Cia è, inoltre, importante che la rinuncia al contenzioso avvenga contemporaneamente all’assegnazione delle quote aggiuntive.
Infine, ma non meno rilevante, c’è l’esigenza di prevedere quantitativi di quota aggiuntiva per tipi di aziende o territori che hanno bisogno di sviluppo (giovani, aree interne).
Per quanto concerne, invece, la proroga al 31 dicembre 2009 delle agevolazioni previdenziali nei territori montani e nelle zone svantaggiate, che erano in scadenza al prossimo 31 marzo, è un risultato -sostiene la Cia- positivo, ma non è una soluzione definitiva, che, quindi,  va trovata in tempi rapidi. Non si può, infatti, continuare nella logica dei rinvii. Andrebbe studiata una misura di carattere strutturale al fine di dare respiro alle aziende agricole che operano in territori particolarmente difficili, dove evidenti sono i problemi in termini di minore meccanizzazione, difficoltà di commercializzazione, frammentazione e polverizzazione fondiaria.
E’, inoltre, indispensabile -rileva la Cia- che vengano predisposte misure di carattere straordinario per dare un deciso taglio ai pesanti costi produttivi, agendo, soprattutto, attraverso la leva fiscale. Non solo. Occorre anche adottare agevolazioni per permettere la rottamazione delle macchine agricole, come, del resto, è già stato fatto per il settore dell’auto e degli elettrodomestici.
 
 
 
 
 
 
 
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