Dramma per le imprese agricole: oltre 4 miliardi i debiti con le banche Costi sempre più alle stelle. Prezzi sui campi ormai in caduta libera

Grandi difficoltà che si vanno ad aggiungere ad una caduta libera dei prezzi sui campi che nello scorso anno hanno registrato un calo del 13,6 per cento rispetto al 2007.

19/mar/2009 11.06.16 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Dramma per le imprese agricole: oltre 4 miliardi i debiti con le banche
Costi sempre più alle stelle. Prezzi sui campi ormai in caduta libera
 
Nel corso del sit-in a Roma in piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei deputati, la Cia mette in evidenza una grave emergenza per gli agricoltori italiani. Nel 2008 cresciuto il ricorso al credito (più 15 per cento), ma negli ultimi mesi gli istituti bancari hanno attuato una stretta che mette in seria difficoltà i produttori.
 
 
Superano ormai i 4 miliardi di euro i debiti che le imprese agricole hanno contratto con il mondo bancario, mentre i costi continuano a raggiungere livelli sempre più insostenibili. Tra mezzi di produzione (concimi, mangimi, sementi, antiparassitari, gasolio), oneri contributivi e burocratici, siamo in presenza di un peso opprimente. Negli ultimi dieci anni, dal 1999 al 2008, abbiamo assistito ad aumenti che superano abbondantemente il 300 per cento. Mentre, in ambito europeo, i redditi dei produttori agricoli italiani hanno registrato la flessione più accentuata: meno 16,5 per cento. Grandi difficoltà che si vanno ad aggiungere ad una caduta libera dei prezzi sui campi che nello scorso anno hanno registrato un calo del 13,6 per cento rispetto al 2007. Un trend che è proseguito anche nei primi due mesi di quest’anno (meno 11 per cento). La denuncia viene dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori in occasione del sit-in a Roma, in Piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei deputati, che si è svolto oggi e durante il quale centinaia di produttori hanno sollecitato una maggiore attenzione da parte del governo.
Nel 2008 -sottolinea la Cia- i prestiti bancari alle imprese agricole sono cresciuti, rispetto all’anno precedente, del 15 per cento, con punte anche del 25 per cento nelle regioni meridionali. Un peso notevole per gli agricoltori che, negli ultimi mesi, fanno, però, anche i conti con una decisa stretta creditizia da parte della banche, che stanno centellinando i finanziamenti che, soprattutto in questo particolare momento di difficoltà, sono indispensabili per la sopravvivenza delle aziende.
A rendere più fosco il panorama per gli imprenditori agricoli italiani sono -sostiene la Cia- i riflessi fortemente negativi dei costi produttivi (concimi in testa). Costi che, insieme agli oneri contributivi e burocratici, ormai incidono nella gestione aziendale agricola, in media, tra il 60 e l’85 per cento. Soltanto nello scorso anno l’incremento è stato del 10,6 per cento rispetto al 2007. I rincari hanno coinvolto tutti i fattori della produzione agricola. Si hanno aumenti stellari per i concimi, con un più 62,5 per cento, per il gasolio (più 12 per cento), per l’energia elettrica (più 17,6 per cento), per le sementi (più 3 per cento), per gli antiparassitari (più 3,2 per cento).
A questi aumenti, che negli ultimi anni hanno frenato l’attività imprenditoriale con un crescendo impressionante, si sono aggiunti -nota la Cia- anche gli oneri previdenziali (in poco meno di due anni sono cresciuti del 25,7 per cento) e quelli di carattere burocratico. Oneri pesanti che si traducono in forte ostacolo alla crescita economica delle imprese, con incidenza negativa notevole sull’occupazione e la competitività.
Il tutto ha inciso pesantemente sui redditi degli agricoltori per i quali dal 1999 -rileva la Cia- c’è stato un crollo verticale. I nostri produttori, nonostante la crescita del 2008 (più 2,1 per cento), hanno fatto registrare le flessioni più accentuate nell’Unione europea. Nel 2005 la discesa era stata pari al 10,4 per cento, nel 2006 al 3,4 per cento e nel 2007 al 2 per cento.
Ben diverso -sottolinea la Cia- l’andamento reddituale agricolo in Germania, dove negli ultimi dieci anni si è avuto un incremento di circa il 30 per cento. Cifra raggiunta anche nel Regno Unito. Meno accentuata la crescita in Francia (più 4,6 per cento) e in Spagna (più 5,2 per cento).
 
Aumento dei costi produttivi
per le aziende agricole

1999 + 2,5%
2000 + 3,5%
2001 + 4,8%
2002 + 3,6%
2003 + 2,8%
2004 + 5,1%
2005 + 4,6%
2006 + 5,2%
2007 + 6,1%
2008 + 10,6%
2009 (previsione) + 10-13%



Prezzi agricoli nel 2008

Vegetali
di cui
frutta e verdura         -20%

-44,3%
Zootecnia -3,7%
Totale -13,6%



I redditi degli agricoltori italiani

2002 -2,6%
2003 -2,2%
2004 +3,5%
2005 -10,4%
2006 -3,4%
2007 -2,0%
2008 +2,1% (Stima)


I conti dell’agricoltura (stime 2008)
Produzione +0,6 %
Prezzi all’origine -13,6%
Valore aggiunto +1,2%
Costi delle imprese +10,6%
Redditi dei produttori +2,1%
Investimenti -2/2,5%

Fonte Cia-Confederazione italiana agricoltori

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