Agricoltura in emergenza. A rischio migliaia di imprese. Subito risorse per le calamità naturali, modifiche al decreto sulle quote latte, taglio dei costi e agevolazioni previdenziali

23/mar/2009 13.14.37 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Agricoltura in emergenza. A rischio migliaia di imprese. Subito
risorse per le calamità naturali, modifiche al decreto
sulle quote latte, taglio dei costi e agevolazioni previdenziali
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi rinnova l’invito al governo e alle forze politiche affinché si diano risposte valide alle imprese agricole che vivono una drammatica situazione. Al mondo agricolo servono interventi realmente concreti, come già è stato fatto per altri settori produttivi.
 
Adeguato rifinanziamento del Fondo nazionale di solidarietà per le calamità naturali, modifiche al decreto legge sulle quote latte attualmente all’esame della Camera, riduzioni dei costi produttivi, agevolazioni previdenziali. Sono questi obiettivi fondamentali per l’agricoltura italiana. Senza di essi, sarebbe il tracollo per migliaia di imprese, già alle prese con grandi difficoltà di gestione e con problemi che hanno compromesso sia sviluppo e competitività. Il nuovo grido d’allarme è venuto dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori sempre più allarmata per la grave emergenza che sta vivendo il settore primario.
“C’è bisogno di interventi realmente concreti e subito. Gli agricoltori -afferma il presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi- devono poter contare su risorse e su misure incisive che permettano di delineare prospettive future. Come è stato fatto per gli altri settori dell’imprenditoria italiana, vogliamo che venga ascoltata anche la ‘voce’ dell’agricoltura. Per questo motivo abbiamo chiesto direttamente al premier Silvio Berlusconi di intervenire per dare sostegni validi alle imprese per poter superare l’attuale emergenza. Insomma, soldi veri che ridiano ossigeno. Non si può perdere altro tempo. Il governo deve intervenire al più presto”.
 “Sono tutte questioni -sottolinea il presidente della Cia- che ci hanno spinto a promuovere una forte mobilitazione sull’intero territorio durante la quale abbiamo sollecitato l’attenzione di governo e forze politiche sull’emergenza agricoltura. Un settore che, nonostante sia l’unico che nel 2008 ha fatto segnare una crescita, mostra un preoccupante affanno e gli imprenditori vedono ridurre sempre più i loro già corrosi redditi”.
“E’ estremamente importante -rileva ancora Politi- rifinanziare adeguatamente il Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali.. Si tratta di uno strumento fondamentale che anche l'Unione europea considera idoneo per sostenere le imprese agricole che, a differenza di altre, oltre alle difficoltà del mercato, subiscono condizionamenti dovuti a calamità naturali e ad eventi imprevedibili”.
“Allo stesso modo -sostiene il presidente della Cia- va risolto l’annoso problema degli oneri contributivi. La proroga al 31 dicembre prossimo delle agevolazioni previdenziali nei territori montani e nelle zone svantaggiate, che erano in scadenza al prossimo 31 marzo, costituisce un risultato positivo, ma non è una soluzione definitiva. Quello che chiediamo è una misura di carattere strutturale al fine di dare respiro alle aziende agricole che operano in territori particolarmente difficili”.
“Interventi -dice Politi- sono indispensabili anche sul fronte dei costi produttivi. Occorrono misure straordinarie, agendo anche con strumenti di carattere fiscale, per dare un deciso taglio ad oneri divenuti insostenibili per le imprese. Analogamente, è necessario adottare agevolazioni per permettere la rottamazione delle macchine agricole, come, del resto, è già stato fatto per il settore dell’auto e degli elettrodomestici”.
Ma sul tappeto -rimarca il presidente della Cia- c’è anche la partita del decreto sulle quote latte che è, tuttora, aperta. Le modifiche introdotte dal Senato sono importanti, ma ancora insufficienti per rispondere in maniera valida alle esigenze degli allevatori, soprattutto quelli che in questi anni hanno rispettato le regole e hanno fatto grandi sacrifici per investire. La Camera, quindi, deve apportare gli indispensabili correttivi. Per noi resta un punto indispensabile la rinuncia al contenzioso che deve avvenire contemporaneamente all’assegnazione delle quote aggiuntive”.
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