Quote latte: decreto inaccettabile. Penalizza gli allevatori onesti e premia l’illegalità

31/mar/2009 11.39.38 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Quote latte: decreto inaccettabile. Penalizza gli allevatori onesti e premia l’illegalità
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi al sit-in a Roma davanti alla Camera: era meglio che il governo lo avesse ritirato. Si creano ulteriori e gravi squilibri. Niente “soldi veri” per il Fondo di solidarietà per le calamità naturali e per gli sgravi contributivi.
 
“Il decreto legge sulle quote latte è inaccettabile. Punisce gli allevatori onesti e premia l’illegalità”. Così si è espresso oggi il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi durante il sit-in promosso insieme con la Confagricoltura a Roma, in piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei deputati, al quale hanno preso parte centinaia di produttori per protestare contro il provvedimento.
“Era molto meglio -afferma Politi- che il decreto decadesse. In questo modo era possibile lavorare per un’intesa bipartisan in Parlamento, coinvolgendo le Regioni e le organizzazioni agricole. E’, infatti, indispensabile un provvedimento equilibrato e veramente efficace per rispondere alle attese non solo del settore zootecnico, ma anche a quelle di migliaia di imprese agricole che chiedono interventi concreti sul fronte della fiscalizzazione degli oneri sociali e delle assicurazioni agevolate per le calamità naturali”.
“Il nostro sentimento -avverte il presidente della Cia- è di totale insoddisfazione per il decreto sulle quote latte. Le modifiche apportate da Montecitorio sono addirittura peggiorative del provvedimento uscito nelle scorse settimane dal Senato. Agli allevatori non si danno risposte valide, mentre per l’agricoltura non ci sono assolutamente ‘soldi veri’. Anzi, ci sono ‘soldi zero’. Misure che aggravano ulteriormente lo scenario, già preoccupante, del mondo agricolo del nostro Paese alle prese con costi sempre più pesanti che allontano inesorabilmente sviluppo e competitività”.
“In queste -rileva Politi- abbiamo assistito ad un vero e proprio balletto di cifre, ma alla fine il risultato è stato uno solo: al settore primario non arrivano finanziamenti concreti. I soldi stanziati per il Fondo nazionale di solidarietà per le calamità naturali e quelli per gli sgravi previdenziali per le imprese che operano in territori di montagna e svantaggiati vengono sottratti a stanziamenti già decisi per l’agricoltura. Quindi, il classico gioco delle tre carte”.
“L’agricoltura italiana -sottolinea ancora il presidente della Cia- vive un’emergenza drammatica, ma il governo non ne ha compreso la reale portata. Il decreto sulle quote latte e gli emendamenti introdotti, purtroppo, lo confermano. C’è una grande disattenzione nei confronti delle imprese agricole che, a differenza di altri settori produttivi, non hanno ricevuto alcun sostegno concreto e sono costrette a fare i conti con una situazione che diventa ogni giorno sempre più difficile”.
“Per questo motivo -come abbiamo già scritto al presidente Berlusconi- vogliamo avere la certezza e la prontezza dei finanziamenti. Insomma, ‘soldi veri’ che -rimarca Politi- ridiano ossigeno alle imprese. Non si può perdere altro tempo. Il governo deve intervenire al più presto. Bisogna assolutamente ridurre i costi produttivi, contributivi e burocratici delle imprese e ridare così prospettive agli imprenditori e superare un’emergenza che non ha eguali negli ultimi cinquant’anni”.
 
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