Inflazione: sui campi prezzi in picchiata, ma al dettaglio gli alimentari restano ancora cari. Servono rapporti più stretti e accordi di filiera

31/mar/2009 13.31.35 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Inflazione: sui campi prezzi in picchiata, ma al dettaglio gli alimentari restano ancora cari. Servono rapporti più stretti e accordi di filiera
 
La Cia sottolinea la necessità di ridurre la “forbice”, troppo elevata, tra i listini all’origine e quelli sugli scaffali. Contrastare rincari artificiosi e ingiustificati.
 
Davanti ad un crollo (meno 10,9 per cento a febbraio) dei listini all’origine dei prodotti agricoli, ci si aspettava una maggiore diminuzione dei prezzi sugli scaffali, che invece restano ancora troppo elevati (più 3 per cento a marzo). E così la “forbice” dal campo alla tavola rimane elevata, anche se in misura decisamente minore rispetto ad un anno fa. E’ quanto evidenzia la Cia-Confederazione italiana agricoltori a commento dei dati provvisori dell’Istat sull’inflazione a marzo.
D’altra parte, già nel 2008 -ricorda la Cia- i prezzi praticati sui campi avevano avuto una decisa riduzione, che ha toccato anche cali record come per il grano duro (circa 50 per cento in meno rispetto al 2007). Un trend che è proseguito nei primi mesi di quest’anno. Un eguale andamento, purtroppo, non si è avuto nei vari passaggi della filiera e, di conseguenza, i prodotti alimentari non hanno avuto, al dettaglio, la tanto attesa diminuzione. Si registrano, soltanto, lievi correzioni al ribasso. Troppo poco. I listini, nel complesso, hanno mantenuto livelli alti e alcuni rincari non trovano alcuna giustificazione (è soprattutto il caso della pasta, visto che il grano duro è sceso a febbraio di oltre il 40 per cento).
Comunque, quest’anno -rileva la Cia- è prevedibile un ulteriore rallentamento della crescita dei prezzi al dettaglio dei prodotti agroalimentari, soprattutto a causa di una stagnazione dei consumi, di una bassa inflazione energetica e, soprattutto, se si riuscirà a trasferire sui listini al consumo il ribasso delle quotazioni delle materie prime agricole. Cosa che, finora, non è avvenuta nella dimensione attesa.
Per questo motivo la Cia ribadisce sia l’esigenza di rapporti più stretti ed intese di filiera, sia l’importanza di una maggiore trasparenza nei processi di formazione dei prezzi lungo i vari passaggi dal campo alla tavola, per individuare rincari artificiosi e ingiustificati e manovre speculative. In tale contesto, il “doppio prezzo” (origine e dettaglio) può rappresentare uno strumento di grande valore e o di chiarezza nei confronti dei consumatori.
 
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl