Vinitaly: il vino in tempo di crisi. La qualitàvince ancora Sette italiani su dieci non rinunciano ad un buon bicchiere Doc, Dogc e Igt in grande spolvero, più 7 per cento i consumi

La qualitàvince ancora Sette italiani su dieci non rinunciano ad un buon bicchiere Doc, Dogc e Igt in grande spolvero, più 7 per cento i consumi Vinitaly: il vino in tempo di crisi.

01/apr/2009 11.42.40 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Vinitaly: il vino in tempo di crisi. La qualità vince ancora
Sette italiani su dieci non rinunciano ad un buon bicchiere
Doc, Dogc e Igt in grande spolvero, più 7 per cento i consumi
 
Un’indagine della Cia evidenzia come le difficoltà economiche non incidono più di tanto sulle nostre produzioni vitivinicole. Le etichette a denominazione si affermano sempre di più, sia a livello nazionale che all’estero. Il “made in Italy”, nonostante la complessa congiuntura, tiene. In netto calo, invece, il vino sfuso da tavola.
 
Sette italiani su dieci preferiscono il vino di qualità e acquistano con un crescendo costante (più 7 per cento nel 2008 rispetto al 2007) etichette a denominazione (Doc, Dogc e Igt, rispettivamente, denominazione di origine controllata, controllata e garantita e a indicazione geografica tipica) e sempre meno lo “sfuso”, i cui consumi, nello scorso anno, sono scesi di oltre il 4,5 per cento. E’ quanto risulta da un’indagine che la Cia-Confederazione italiana agricoltori ha elaborato sul territorio nazionale in occasione della 43° edizione del Vinitaly di Verona.
Un’indagine nella quale si rileva che circa il 48 per cento delle famiglie italiane -afferma la Cia- consuma abitualmente vino a pranzo e a cena, mentre il 70 per cento dei nostri connazionali opta per prodotti che hanno un rapporto ottimale tra qualità e prezzo. La fascia di bottiglie a denominazione più apprezzata va dai 6 agli 8 euro (60 per cento). A seguire quella tra i 4 e i 6 euro (25 per cento) e quella oltre gli 8 euro (15 per cento).
Nel sottolineare che il consumo pro-capite di vino nel nostro Paese è di circa 50 litri l’anno, in calo rispetto a 25 anni fa, la Cia evidenzia che gli acquisti degli italiani si sono fatti sempre più oculati. Si preferisce un buon bicchiere di qualità. Un’abitudine che la difficile situazione economica non è riuscita a mettere in crisi.
In pratica, gli italiani in tempo di crisi -dice la Cia- sono disposti a fare sacrifici, rinunciando a spese come quelle dell’auto, dei viaggi e di altri divertimenti, ma non fanno a meno del buon bere, di una bottiglia di vino di qualità.
Dall’indagine risulta, inoltre, che i consumatori italiani preferiscono soprattutto il rosso (69 per cento) e soprattutto “made in Italy”. Infatti, solo il 2 per cento -sostiene la Cia- ha dichiarato di preferire prodotti stranieri, in particolare francesi, insidiati, però, dagli americani, cileni, sudafricani e spagnoli.
La Cia ricorda che la vendemmia 2008 è stata pari a circa 45 milioni di ettolitri (più 5 per cento rispetto all’anno precedente), con una qualità che sfiora l’ottimo. Produzione che ha permesso al nostro Paese di superare la rivale francese dove si è avuta una vendemmia pari a 44 milioni di ettolitri. Uno storico sorpasso non solo sotto il profilo produttivo. Anche sotto l’aspetto qualitativo l’Italia ha fatto passi avanti da gigante e i nostri vini non hanno nulla da invidiare a quelli transalpini. Basta rilevare che attualmente oltre il 60 per cento della produzione “made in Italy” è destinata ai 479 vini a denominazione d’origine (317 Doc, 42 Docg e 120 Igt).
Il 2008 -rimarca ancora la Cia- ha segnato anche una crescita in valore delle nostre esportazioni. Anche in questo caso hanno fatto la parte del leone i vini di qualità, mentre quelli da tavola segnano un netto calo. L’export è stato pari a circa 3,5 miliardi di euro. Bene soprattutto le vendite negli Stati Uniti e in paesi Ue come la Germania. Positiva anche la domanda nei paesi nuovi emergenti. In particolare, quelli del Sud-est asiatico e dell’America Latina.
A tal proposito la Cia fa notare che la riforma dell’Ocm vino segna un momento importante per un settore, come il vitivinicolo, in crescita e cambiamento. Per questa ragione una visione strategica ed una partecipazione dei produttori sono elementi irrinunciabili su cui incidere per il futuro per consolidare risultati progressivamente conquistati nel corso degli anni.


Il vino “made in Italy” nel 2008

Produzione 45 milioni di ettolitri
Vini da tavola -4,5%
Vini a denominazione +7%
Consumo pro-capite 50 litri
Export 3,6 miliardi di euro

Fonte Cia-Confederazione italiana agricoltori
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