Ogm: la strada scelta dall’Ue è sbagliata . All’agricoltura non servono. Va difesa la qualità e la biodiversità

02/apr/2009 16.41.51 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Ogm: la strada scelta dall’Ue è sbagliata. All’agricoltura
non servono. Va difesa la qualità e la biodiversità
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi critica il rapporto della Commissione sulla ''Coesistenza tra le colture geneticamente modificate e l'agricoltura tradizionale e biologica''.
 
“Non ci troviamo affatto d’accordo con l’orientamento della Commissione Ue in materia di Ogm. Non condividiamo la scelta di un testo legislativo sui limiti in etichetta circa la presenza di organismi geneticamente modificati nelle sementi. Davanti a questo problema poniamo punti fermi e irrinunciabili: la sicurezza alimentare e il principio di precauzione; la tutela dei consumatori e dei produttori agricoli; la salvaguardia e la valorizzazione di un’agricoltura diversificata e saldamente legata alla storia, alla cultura, alle tradizioni delle variegate realtà rurali; qualità e difesa delle sementi e colture produttive; certezze per gli agricoltori”. Così si è espresso il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito al rapporto sulla ''Coesistenza tra le colture geneticamente modificate e l'agricoltura tradizionale e biologica'' approvato dall’Esecutivo di Bruxelles Commissione europea e destinato al Consiglio e al Parlamento europeo.
“Con l’occasione ribadiamo, quindi, che la strada scelta dall’Ue è sbagliata e che -ha detto Politi- gli Ogm non servono all’agricoltura e che i produttori hanno bisogno di reali certezze per operare sul mercato. Il nostro è stato, quindi, un impegno per contrastare gli Ogm e con essi tutti i vari tentativi per favorire una loro utilizzazione. Un’azione per garantire i consumatori e i primati alimentari e gastronomici che il ‘made in Italy‘ vanta nel mondo intero”.
            “Non a caso, chiediamo che gli imprenditori agricoli siano messi nelle condizioni migliori per programmare liberamente e con certezze le loro attività produttive. E partendo da questo -ha concluso il presidente della Cia- vogliamo impegnarci per valorizzare la nostra agricoltura, adeguando le produzioni a quelle che sono le necessità del mercato. Ciò lo possiamo fare senza Ogm, ma con le caratteristiche proprie del nostro mondo agricolo”.
 
 
 
 
 
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