Agricoltori italiani e francesi d’accordo. Impegno comune di Cia e Fnsea per una nuova Pac, per contrastare la crisi e per tutelare i redditi dei produttori

09/apr/2009 13.30.11 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Agricoltori italiani e francesi d’accordo. Impegno
comune di Cia e Fnsea per una nuova Pac, per
contrastare la crisi e per tutelare i redditi dei produttori
 
Positivo incontro a Parigi tra le due delegazioni guidate dai presidenti Giuseppe Politi e Jean Michel Lemétayer. Affrontati i temi dei mercati, del commercio internazionale e delle filiere agroalimentari. Consegnata al presidente della Cia una lettera di solidarietà per il tragico terremoto in Abruzzo nella quale si conferma sostegno concreto dei produttori transalpini.
 
L’economia internazionale, la situazione dei mercati, la politica agricola comune, il commercio mondiale, la difesa delle denominazioni e il terremoto che ha colpito in maniera tragica le popolazioni dell’Abruzzo, causando d pesanti danni anche all’agricoltura: sono stati questi alcuni dei punti al centro dell’ incontro a Parigi (8 e 9 aprile) tra le delegazioni della Cia-Confederazione italiana dell'agricoltura, guidata dal presidente Giuseppe Politi, e della Fnsea, l’organizzazione professionale agricola francese, rappresentata dal presidente Jean Michel Lemétayer.
Le due organizzazioni -afferma una nota congiunta- hanno confrontato e rinforzato le loro analisi sulla situazione economica globale, sulla situazione dei mercati e sulle principali questioni agricole. Gli agricoltori italiani e francesi hanno rilevato condivisioni sulle stesse situazioni e sulle stesse difficoltà per sviluppare le loro attività.
Le due delegazioni si sono trovate d’accordo su un approccio comune per la difesa degli interessi degli agricoltori e più in particolare del loro reddito. Hanno anche affrontato il tema delle distorsioni sulla concorrenza in seno al mercato unico e le conseguenze di queste ultime sull'evoluzione dei prezzi interni, evidenziando la preoccupazione degli agricoltori sulla ripartizione del valore aggiunto lungo la filiera agroalimentare. Per tale ragione Cia e Fnsea hanno chiesto l’attuazione a livello europeo di un osservatorio dei prezzi e dei margini per regolare le relazioni tra i differenti attori delle filiere.
Nel corso della riunione è stato ribadito che la difesa del reddito si ottiene anche con la creazione di una preferenza comunitaria rinnovata che rinforzi il mercato unico europeo e che dia la garanzia che i prodotti importati rispettino gli stessi criteri imposti ai produttori europei. Ogni accordo che potrebbe scaturire dall'Ocm (Organizzazione mondiale del commercio) deve essere -si rileva nella nota- equilibrato per i diversi settori (agricoltura, beni industriali, servizi) e tra i diversi membri della stessa Omc (Unione europea, Stati Uniti, Paesi emergenti, Paesi in via di sviluppo) e non condurre alla scomparsa degli agricoltori europei. Anche la promozione e il riconoscimento dei nostri prodotti di qualità, soprattutto le denominazioni di origini, al livello europeo ed internazionale, permetteranno agli agricoltori di conservare il risultato del frutto del loro lavoro.
Così sul piano europeo, la Cia e la Fnsea hanno confermato la loro posizione comune sul vino rosé che non può essere generato del taglio di un vino rosso e di un vino bianco.
In materia di Pac post-2013, Cia e la Fnsea hanno auspicato una politica agricola europea ambiziosa che permetta di regolare i mercati, di assicurare il reddito degli agricoltori e di assicurare le aziende agricole, evitando le rinazionalizzazioni. Conviene, dunque, definire questa politica ed esigere -si sottolinea nella nota- un finanziamento all'altezza di questa ambizione. Non è questo il momento, quando la crisi mondiale ha delle conseguenze considerevoli sulle economie, in cui l'alimentazione degli europei deve diventare dipendente dai mercati e dalla loro situazione mondiale. L'Europa ha bisogno di una politica agricola ed alimentare che oltre ai prodotti non dimentichi chi li produce: le donne e gli uomini che vivono dell'agricoltura.
Al termine dell’incontro il presidente della Fnsea Lemétayer ha consegnato una lettera al presidente della Cia nella quale si esprime grande solidarietà per i gravi lutti che il terremoto in Abruzzo ha provocato e nelle contempo si evidenzia l’impegno degli agricoltori francesi a contribuire con aiuti concreti  ad alleviare la sofferenza di tantissime famiglie colpite da un’immane tragedia. Politi ha avuto parole di vivo ringraziamento, mettendo in evidenza il grande valore dimostrato ancora una volta dai produttori agricoli transalpini pronti a dare il loro sostegno.
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