“G-8 agricolo”: bene le conclusioni. E’ ora importante che trovino accoglimento nel vertice di luglio alla Maddalena. Positivo il contributo degli agricoltori

20/apr/2009 13.07.41 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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“G-8 agricolo”: bene le conclusioni. E’ ora importante
che trovino accoglimento nel vertice di luglio
alla Maddalena. Positivo il contributo degli agricoltori
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi esprime soddisfazione per il risultato del vertice organizzato dal governo italiano. Il documento finale contiene alcune delle raccomandazioni scaturite dal “G-14” promosso insieme alla Fipa. Apprezzamento per il lavoro svolto dal ministro Luca Zaia. E’ significativo che sia stata riaffermata la centralità dell’agricoltura per battere la fame e contrastare qualsiasi emergenza alimentare. Spetta adesso agli “otto grandi” rendere veramente concrete le scelte per un mondo agricolo reale protagonista.
 
“Ora l’auspicio è che l’accordo del ‘G-8 agricolo’ possa trovare piena accoglienza al vertice in programma alla Maddalena nel prossimo luglio. Il documento conclusivo racchiude anche alcune precise indicazioni venute dal ‘G-14’ degli agricoltori, che si è svolto il 17 aprile su iniziativa della Fipa (Federazione internazionale dei produttori agricoli) e della Confederazione italiana agricoltori. Prima fra tutte, quella di mettere l’agricoltura al centro delle strategie per battere la fame e contrastare qualsiasi emergenza alimentare”. E’ quanto ha affermato il presidente della Cia Giuseppe Politi in merito ai risultati scaturiti dal summit di Cison di Valmarino organizzato dal governo italiano.
“E’ importante -ha spiegato Politi- che i ministri degli ‘otto’ abbiano recepito alcune delle raccomandazioni scaturite dalla riunione Fipa-Cia. La nostra ‘lettera aperta’ consegnata al ministro Luca Zaia evidenzia, infatti, aspetti fondamentali per raddoppiare entro il 2050 la disponibilità alimentare mondiale per soddisfare i bisogni di una popolazione di 9 miliardi di persone. Un obiettivo che richiede un piano d’azione globale di lungo periodo, dove proprio gli agricoltori svolgono un ruolo centrale e protagonista”.
“D’altra parte, nel messaggio Fipa-Cia inviato al ‘G-8’ si evidenzia -ha sostenuto Politi- che al cuore della soluzione della sicurezza alimentare mondiale ci sono gli agricoltori. Sono essi che coltivano, si occupano degli allevamenti, gestiscono i terreni e salvaguardano le risorse industriali. Dunque, non ci può essere sicurezza alimentare senza sicurezza degli agricoltori”.
“E’, altresì, importante che nel documento conclusivo del ‘G-8’ sia messa in risalto l’esigenza -ha rimarcato il presidente della Cia- di incrementare gli investimenti in agricoltura, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Allo stesso tempo riteniamo significativo l’invito affinché si dia un assetto equilibrato ai mercati e si lavori per regole certe nel commercio mondiale”.
“Non a caso, nelle raccomandazioni inviate al ‘G-8’, abbiamo sottolineato la necessità -ha affermato Politi- di investimenti per le infrastrutture rurali e per l’occupazione, di porre fine al declino dei finanziamenti per la ricerca in agricoltura, di sviluppare le energie rinnovabili nelle aziende agricole, di predisporre reti di sicurezza per gestire i rischi e le turbolenze del mercato”.
“Da qui -ha rimarcato il presidente della Cia- il nostro invito per un lavoro comune tra governi e organizzazioni agricole, in modo da raggiungere obiettivi mirati per affrontare le prossime decisive sfide. Un azione, quindi, che deve avere al centro proprio l’agricoltura e gli agricoltori, mettendoli nella condizione di continuare a creare occupazione, proteggere gli eco-sistemi, fornire alimenti salubri a prezzi equi per i consumatori”.
“Il risultato del ‘G-8’ è positivo. Esprimiamo un sincero ringraziamento al ministro Zaia per aver portato all’esame del vertice le raccomandazioni che gli abbiamo consegnato durante il ‘G-14’. Ora l’augurio è che il documento finale possa trovare l’attenzione degli ‘otto grandi’, proprio per accelerare lo sviluppo dell’agricoltura e combattere con estrema decisione lo spettro della fame”.
 
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