POLITICHE DI GENERE: A BRACCIANO (RM) IN ARRIVO IL CENTRO ANTIVIOLENZA

22/apr/2009 16.06.24 Ufficio Stampa Comune di Bracciano Contatta l'autore

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Presentato ieri in Aula consiliare il progetto "Nessuno tocchi Eva e le sue figlie".

Tre centri antiviolenza e due sportelli informativi per fornire assistenza e consigli sulla violenza di genere alle vittime e agli operatori sociali e istituzionali del territorio. Questo lo scopo del progetto 'Nessuno tocchi Eva e le sue figlie', un'iniziativa promossa dal Comune di Bracciano e finanziata dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri con 80mila euro, presentata ieri presso l'Aula consiliare del Comune di Bracciano. I tre centri antiviolenza, che saranno gestiti dagli operatori specializzati della cooperativa 'Be Free', saranno operativi fino ad aprile 2010 presso i comuni di Bracciano, Cerveteri e Ladispoli, mentre i due sportelli per l'accoglienza delle donne saranno a Manziana e Canale Monterano. Partner del progetto sono poi le associazioni 'Pandora Onlus' e 'Assolei Sportello Donna Onlus'.

In particolare, 'Nessuno tocchi Eva e le sue figlie' coinvolge un territorio ampio che comprende 7 comuni e 2 distretti socio-sanitari: RmF3 (attraverso Bracciano - comune capofila nonché ente proponente) e RmF2, (Comuni di Cerveteri e di Ladispoli). Grazie alla sperimentata collaborazione fra i due distretti – entrambi hanno attivo un Accordo di Programma e lavorano in rete attraverso protocolli d'intesa e Piani di Zona, coordinati dallaAsl RmF - il progetto potrà contare su una buona e comprovata sinergia fra i servizi. Nel dettaglio, il progetto punta a realizzare un piano integrato e capillare di azioni di sistema, destinato agli attori sociali, per sensibilizzare, informare e formare, sulla violenza di genere. Tra le iniziative figura la promozione di seminari tematici per approfondire le tematiche più strettamente legate alla professione e momenti di confronto per rendere note le buone pratiche a livello locale, nazionale ed europeo e fornire indicatori della violenza sul territorio. In tal senso, saranno promosse ricerche mirate attraverso l'uso di questionari che saranno distribuiti in diverse fasi del progetto, per monitorare la percezione e l'impatto del tema della violenza contro le donne nei vari target coinvolti, anche sul piano della sfera individuale. Prevista anche la diffusione, a tutta la popolazione femminile del territorio, di un test di autovalutazione dell'eventuale fattore di rischio nella propria relazione di coppia. “Quello della violenza contro le donne è un argomento difficile da trattare - ha spiegato la Consigliera delegata alle Politiche di Genere, Paola Lucci - soprattutto perché molte volte si consuma al ‘riparo’delle mura domestiche. Proprio per tale ragione - prosegue - è importante che siano le Istituzioni a farsi promotrici di momenti d’informazione e di interventi tesi ad aiutare le donne a difendersi da quella che, come rivela uno studio del Consiglio d’Europa, è la prima causa d’invalidità e morte delle donne”.

Il centro antiviolenza di Bracciano sarà ospitato presso la Comunità Cucuas di via santa Lucia (convento dei Cappuccini) e sarà aperto il giovedì dalle 14 alle 18; mentre quelli di Cerveteri e Ladispoli saranno attivi, rispettivamente, presso il comune (lunedì dalle 10 alle 14) e presso la sede dell'Avo (martedì ore 10-14). E un invito a sfruttare questo strumento a disposizione delle donne del territorio e di partecipare ai corsi di formazione riservati agli operatori (dagli psicologi ali insegnati, fino ad arrivare alle forze dell'ordine) è giunto dall'Assessora alle Politiche Sociali, Elena Carone Fabiani, che ricorda: “L'obiettivo è creare una rete che, in collaborazione con gli altri servizi di counselling attivi, come lo sportello famiglia, possa in concreto operare per aiutare queste donne, che sono vittime e non, come talvolta credono, corresponsabili delle violenze che subiscono. In particolare - aggiunge - mi appello alle giovani ragazze, talvolta le vittime più indifese, affinché trovino il coraggio di presentarsi e farsi aiutare dal personale di queste strutture che è al loro servizio”.

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