La frutta torna sulle tavole degli italiani, ma i bambini ne mangiano ancora poca. E ora arriverà gratis nelle scuole

20/mag/2009 12.21.37 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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La frutta torna sulle tavole degli italiani, ma i bambini
ne mangiano ancora poca. E ora arriverà gratis nelle scuole
 
Un’indagine della Cia rileva che sei ragazzi su dieci consumano, una volta al giorno, frutta. La percentuale diminuisce (tre su dieci) per verdure e ortaggi. Il progetto dell’Ue, con la distribuzione gratuita negli istituiti scolastici, può contribuire a favorire il consumo tra i più piccoli.
 
La frutta torna sulle tavole degli italiani. Una tendenza che, però, non coinvolge i più piccoli. Sta di fatto che sei bambini su dieci consumano, una volta al giorno, frutta, mentre solo tre su dieci mangiano, sempre una volta al giorno, verdure e ortaggi. E’ quanto emerge da un’indagine della Cia-Confederazione italiana agricoltori sulle abitudini degli italiani a tavola nel 2008 elaborata sulla base di dati raccolti dalle strutture territoriali dell’organizzazione e delle rilevazioni Istat e Ismea. Il tutto mentre sta partendo il progetto Ue “Frutta gratis nelle scuole” che prevede uno stanziamento di 90 milioni di euro. Il programma italiano potrà contare su 16,3 milioni di euro.
Bambini, quindi, che alla salutare frutta preferiscono altri prodotti (in particolare merendine) grassi, troppo salati o troppo zuccherati e con basso valore nutrizionale. Una tendenza -si ricava dall’indagine della Cia- che in questi ultimi anni è andata man mano crescendo. Nel 2002, infatti, tra i più piccoli (dai 3 ai 10 anni) il consumo di verdure e ortaggi (cinque su dieci) e di frutta (sette su dieci) era maggiore.
L’abitudine di mangiare i prodotti ortofrutticoli -avverte la Cia- resta, invece, alta tra gli anziani (tra i 64 e i 75 anni), dove la percentuale arriva a superare il 91 per cento. Comunque, anche in questa fascia di età si consuma più frutta (85 per cento) e meno verdure e ortaggi (55 per cento).
Sono elementi -sottolinea la Cia- che confermano la scarsa educazione dei più piccoli verso una sana e corretta alimentazione. I dati, d’altra parte, parlano chiaro: l’obesità e il soprappeso si riscontrano in maniera evidente soprattutto fra i bambini. Non solo in Italia, ma anche in tutta Europa, dove la situazione peggiore si riscontra in Gran Bretagna (29 per cento di soprappeso tra i 5 e i 17 anni, sia nei maschi sia nelle femmine). In ogni caso, per l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) un ragazzo su cinque in Europa è soprappeso. Ogni anno, agli oltre 14 milioni di giovani europei in soprappeso -3 milioni dei quali obesi- si aggiungono 400 mila “nuovi” soprappeso.
In Italia oltre un terzo dei bambini tra i 6 e i 9 anni -sostiene la Cia- risulta in soprappeso o obeso (34,1 per cento), un dato che scende al 25,4 per cento nella fascia tra i 10 e i 13 anni, e precipita con l'adolescenza (14-17 anni) al 13,9 per cento. Per i bambini e adolescenti italiani, al di sotto della maggiore età, l’obesità infantile, si attesta al 4 per cento di media, ma secondo recenti studi, nel 2025, mantenendosi questa situazione, l’obesità infantile nel nostro Paese triplicherà, arrivando al 12,2 per cento.
E proprio in tale particolare contesto, la Cia esprime apprezzamento per il progetto "Frutta gratis nelle scuole" sostenuto finanziariamente dall'Unione europea, che permette di distribuire agli istituti maggiori quantitativi di frutta e verdura, incentivandone il consumo tra i più piccoli.
Un’iniziativa, dunque, finalizzata -rileva la Cia- ad incoraggiare i giovani a consumare prodotti salubri, come la frutta e la verdura, e ad abbandonare quell’alimentazione “spazzatura” che, in questi ultimi anni, ha provocato preoccupanti riflessi negativi alla salute. Serve, insomma, una dieta sana che inizi ad educare i bambini a mangiare in modo realmente corretto.
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