Domani la “Giornata nazionale Mangiasano” : agricoltori protagonisti nella sfida dei cambiamenti climatici e in difesa della biodiversità

Domani la "Giornata nazionale Mangiasano": agricoltori protagonisti nella sfida dei cambiamenti climatici e in difesa della biodiversità Domani la "Giornata nazionale Mangiasano": agricoltori protagonisti nella sfida dei cambiamenti climatici e in difesa della biodiversità La Cia collabora e partecipa all'iniziativa promossa in tutta Italia insieme ai Vas (Verdi Ambiente e Società).

22/mag/2009 11.50.33 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Domani la “Giornata nazionale Mangiasano”: agricoltori protagonisti nella sfida dei cambiamenti climatici e in difesa della biodiversità
 
La Cia collabora e partecipa all’iniziativa promossa in tutta Italia insieme ai Vas (Verdi Ambiente e Società). “No” agli Ogm. Un uso più razionale dell’acqua. Biomercatini, convegni, dibattiti, distribuzione di materiali informativi ed eventi culturali in quaranta piazze del Paese.
 
Gli agricoltori sono tra i principali attori del processo di adattamento ai cambiamenti climatici: essi vivono e lavorano sulla terra ed il loro prodotto è il frutto dell’andamento meteorologico nella stagione di produzione. Non solo. Gli agricoltori devono detenere un ruolo chiave nei processi decisionali, attraverso azioni presso le istituzioni internazionali, i governi e le amministrazioni locali, ma anche attraverso la partecipazione ai processi di consultazione delle parti interessate. Un forte impegno, dunque, per una oculata gestione dell’acqua e per la difesa delle biodiversità e contro l’utilizzo degli Ogm, di cui l’agricoltura non ha bisogno. In questo contesto si inserisce la “Giornata nazionale Mangiasano”, promossa dai Verdi Ambiente e Società (Vas), che si svolgerà domani 23 maggio in tutta Italia e alla quale ha collaborato la Cia-Confederazione italiana agricoltori, insieme alla sua associazione per l’agricoltura biologica (Anabio), a Libera, Amab, Ada e Federconsumatori: Un’iniziativa che si tiene in concomitanza con la Giornata mondiale della biodiversità indetta dall'Onu per oggi 22 maggio.
D’altra parte, agli agricoltori -sottolinea la Cia- interessa fortemente che la comunità scientifica, le istituzioni internazionali, le politiche agricole nazionali, si attivino per individuare ed applicare le soluzioni necessarie a favorire l’adattamento sul campo ai mutamenti climatici. Infatti, più di altri settori produttivi l’attività agricola è sottoposta al rischio naturale, che influenza i rendimenti produttivi annuali e spesso condiziona la sopravvivenza delle famiglie agricole che vivono nelle aree rurali. Le scelte di nuove misure, investimenti, tecnologie a favore dell’adattamento e mitigazione devono poter essere guidate dai bisogni degli agricoltori e diversificate sulla base delle diverse condizioni ambientali e climatiche delle aree geografiche.
I cambiamenti climatici -afferma la Cia- modificheranno sensibilmente la qualità e la disponibilità delle risorse idriche e ciò, a sua volta, avrà ripercussioni su molti settori come la produzione alimentare, dove l'acqua è un elemento essenziale: si pensi che oltre l'80 per cento dei terreni agricoli è irrigato dall'acqua piovana. La produzione alimentare dipende anche dalle risorse idriche disponibili per l'irrigazione: la scarsa disponibilità di acqua è già fonte di problemi in molte zone dell'Europa e si prevede che la situazione peggiorerà a seguito dei cambiamenti climatici. Le zone dell'Europa soggette a forte stress idrico dovrebbero passare dal 19 per cento odierno al 35 per cento nel decennio 2070.
E domani, quindi, si svolgeranno biomercatini, convegni, dibattiti, distribuzione di materiali informativi ed eventi culturali in quaranta piazze italiane. Il tutto -avverte la Cia- per sensibilizzare le istituzioni, i soggetti del sistema agroalimentare italiano e i cittadini sulla necessità e urgenza di un intervento a livello locale, nazionale e internazionale a tutela della biodiversità. Bisogna, tuttavia, operare in tempi rapidi. Il “Millennium Assestment!” stima, infatti, che il cambiamento climatico sarà il maggior fattore di perdita di biodiversità e l’“Intergovernmental panel on climate change (Ipcc)” ha recentemente rilevato che da un quarto ad un terzo del numero totale di specie saranno estinte fra cinquanta anni. Pertanto, occorre assolutamente tutelare la biodiversità che rappresenta il principale alleato della sovranità alimentare nel prossimo futuro.
 
 
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