Marchio unico per l’agroalimentare mediterraneo

Marchio unico per l'agroalimentare mediterraneo Marchio unico per l'agroalimentare mediterraneo La Cia, che da tempo sta lavorando in questa direzione, condivide la proposta del sottosegretario Antonio Buonfiglio.

26/mag/2009 13.18.46 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Marchio unico per l’agroalimentare mediterraneo
 
La Cia, che da tempo sta lavorando in questa direzione, condivide la proposta del sottosegretario Antonio Buonfiglio. Giuseppe Politi, in qualità di presidente del Comitato Mediterraneo della Fipa, si farà carico del problema nella prossima riunione in Sicilia.
 
La Cia-Confederazione italiana agricoltori condivide e apprezza le affermazioni del sottosegretario alle Politiche agricole, alimentari e forestali Antonio Buonfiglio per una maggiore aggregazione e collaborazione nel settore agroalimentare anche attraverso la creazione di un marchio unico.
D’altra parte, la Cia da tempo sta lavorando, con una serie di iniziative, in tale direzione. Obiettivo è, quindi, quello di fornire un reale sostegno alle produzioni di qualità, di definire le regole di origine, di proteggere le denominazioni e le indicazioni geografiche. Il marchio unico rappresenterebbe uno strumento di gran rilevanza in grado di dare prospettive all’intero settore agroalimentare mediterraneo e impulso all’attività dei produttori agricoli.
Per confermare questa particolare scelta il presidente della Cia Giuseppe Politi, in qualità di presidente del Comitato Mediterraneo della Fipa (Federazione internazionale dei produttori agricoli), nella prossima riunione che si terrà in Sicilia del Comitato, si farà carico del problema, sviluppando in maniera adeguata il discorso relativo al marchio unico per l’agroalimentare dell’area mediterranea. Si tratta di una risposta valida alle esigenze del settore e dell’intera filiera.
Comunque, nella prospettiva dell’area di libero scambio euromediterranea è opportuno -afferma la Cia- tenere in considerazione la necessità di una più equa diffusione dei vantaggi economici tra i diversi paesi del Mediterraneo ed all’interno dei sistemi agricoli dei singoli paesi. Il marchio unico, dunque, sarebbe un fattivo contributo per una reale crescita dell’agroalimentare nel suo complesso.
 
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