Sinistra e Libertà si mobilita

Per noi è l'occasione per fare il punto sui risultati ottenuti dall'iniziativa che abbiamo lanciato dal nostro sito web "Un ponte per L'Aquila", che ha raccolto in rete e nelle strade oltre 50.000 firme e che ha visto l'invio al Senato, ai Capigruppo dell'opposizione, di oltre 2000 e-mail contenenti tre proposte di modifica del decreto varato dal Governo.

26/mag/2009 18.25.30 Sinistra e Libertà Contatta l'autore

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Manda un’e-mail al Parlamento: torniamo alla carica!

Comincia oggi alla Camera dei deputati, dopo l’approvazione del Senato,  la discussione sul decreto per la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto il 6 aprile scorso. Per noi è l’occasione per fare il punto sui  risultati ottenuti dall’iniziativa che abbiamo lanciato dal nostro sito web “Un ponte per L’Aquila”,  che ha raccolto in rete e nelle strade oltre 50.000 firme e che ha visto l’invio al Senato, ai Capigruppo dell’opposizione, di oltre 2000 e-mail  contenenti tre  proposte di modifica del decreto varato dal Governo.

Solo l’IDV ci ha risposto con una mail formale, molto burocratica che, però, non è entrata nel merito delle nostre proposte. Dal PD e dall’UDC nessuna risposta. Abbiamo allora esaminato le correzioni al decreto proposte dalle opposizioni. Il quadro è sconsolante. Qualche risultato è stato ottenuto. Il Governo è stato costretto a riconoscere un risarcimento a fondo perduto pari al 100%  delle spese sostenute dai cittadini per la ricostruzione o la riparazione della loro casa. Tuttavia si avverte la mancanza nel Parlamento di una sinistra capace di dare un’altra idea delle priorità di spesa per affrontare la tragedia abruzzese. Infatti di fronte a Berlusconi che per finanziare le spese per il terremoto saccheggia i Fondi destinati al Mezzogiorno, prende i soldi destinati alla Sanità pubblica e alle famiglie e si affida alle lotterie, il PD e l’IDV, ignorando i nostri suggerimenti,  non riescono ad indicare proposte alternative.

Noi avevamo chiesto il raddoppio da 3 a 6 miliardi di euro dei fondi destinati alla ricostruzione e alla riparazione delle abitazioni e avevamo indicato, senza introdurre nuove tasse, dove cercare i soldi necessari: 1,3 miliardi di euro dai fondi per il Ponte sullo stretto di Messina e 4,7 miliardi dal programma JSF per l’acquisto di 131 cacciabombardieri F35. PD e IDV non hanno avuto il coraggio di toccare i grossi interessi che dietro quegli imponenti programmi di spesa si nascondono. Hanno finito, così, per fare proposte deboli che si espongono alla critica della destra di voler mettere le mani nelle tasche degli italiani. I soldi per finanziare la ricostruzione vengono, infatti, trovati in gran parte aumentando le imposte sul consumo di birra e di sigarette, aumentando le tasse sulle imprese che producono e distribuiscono energia elettrica, con le prevedibili conseguenze sulle bollette degli italiani, accrescendo il prelievo fiscale sulle imprese che producono e distribuiscono carburanti  e, infine,  attingendo, come ha fatto il Governo, da risorse destinate al Mezzogiorno (Fondi FAS).

PD e IDV hanno chiesto di poter usare risorse del Fondo per il finanziamento delle infrastrutture strategiche, ma si sono ben guardati dall’indicare quali opere dovessero essere definanziate,  nonostante la proposta venuta da tante parti e strombazzata da Di Pietro nei salotti televisivi di togliere i fondi al Ponte sullo stretto di Messina. Con quanti seguono il nostro sito noi vogliamo tornare alla carica. Non ci stanchiamo di riproporre ai deputati quanto abbiamo proposto ai senatori dell’opposizione. Cambiano gli interlocutori ma la battaglia delle mail rimane sempre la stessa.

In allegato gli indirizzi di posta elettronica da inondare, di nuovo e con più forza, di richieste di emendamenti
- E-mail per la Camera

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