bambini bocciati in agricoltura

30/mag/2009 10.04.46 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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N. 247                                                                                                                                    30 maggio 2009

 

 

Festa nazionale di “Scuola in Fattoria”: bambini

imbattibili in informatica ed elettronica, ma non

superano un semplice esame di agricoltura

 

Eccezionali con i videogiochi e grandi navigatori di Internet, per i più piccoli la campagna resta, però, ancora una realtà sconosciuta: non si sa nulla di coltivazioni, di animali e si ha paura anche del più innocuo tra gli insetti.

 

L’iniziativa è stata promossa dalla Cia. Grande manifestazione in Calabria con il presidente Giuseppe Politi. Sorprendenti i risultati di un sondaggio europeo: per i più giovani l’orto si trova nel supermercato, addirittura le galline allattano i pulcini, il cotone viene dalle pecore e il pollo ha quattro cosce. Scarsa anche la conoscenza di una corretta alimentazione e dei prodotti naturali della terra.

 

Eccezionali nei videogiochi e grandi nella navigazione di Internet. Ma davanti ad un esame nozionistico di agricoltura risulterebbero di sicuro bocciati. Non ne sanno pressoché nulla. I bambini, attratti dall’elettronica e dall’informatica, ignorano completamente la realtà agricola e tutto ciò che ad essa ruota intorno. Sta di fatto che nel nostro Paese appena uno su tre ha visitato una fattoria e che tantissimi dimostrano grande timore per cose che proprio nella campagna sono naturali: ad esempio un’ape, un calabrone, una mosca. E un recente sondaggio a livello europeo mette in mostra questa scarsissima conoscenza da parte dei più piccoli. Quelli italiani occupano i posti più alti di questa particolare classifica. Da esso risulta, infatti, che la stragrande maggioranza sostiene che l’agricoltore sia un nonno indaffarato, amichevole e altruista, che le arance, le olive e le banane crescano nel Regno Unito, le pesche in Finlandia, che il cotone venga dalle pecore, che un pollo abbia quattro cosce, che le galline allattino i pulcini, che lo zucchero non si sa dove venga prodotto, che l’orto si trovi nel supermercato, che la seta si produce in fabbrica.

            Aspetti questi che sono stati evidenziati oggi nel corso della prima Festa nazionale di “Scuola in Fattoria”, promossa dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori e che ha avuto il suo appuntamento “clou” in Calabria, presso la “Fattoria didattica e agrituristica - Fassi”, a Guardavalle Marina (Catanzaro). Iniziativa dove ha partecipato il presidente confederale Giuseppe Politi e alla quale sono stati coinvolti più di 600 bambini, sotto lo slogan “Agricoltura: laboratorio di Arte, Cultura e Ambiente”.

L’iniziativa della Cia ha come obiettivo prioritario quello di cercare di indirizzare i più piccoli verso una realtà, quella agricola, che racchiude un grande patrimonio non solo produttivo, ma anche culturale, sociale e alimentare e di tradizioni secolari.

Comunque, l’immagine che i bambini hanno della coltivazione -come si ricava dal sondaggio- è incentrata sugli animali. Una fattoria senza animali è quasi inconcepibile. Quasi tre quarti dei bambini europei sono stati in una fattoria almeno una volta e a quasi nove bambini su dieci la visita è piaciuta. La visita è stata più entusiasmante per i bambini spagnoli e irlandesi (64 e 59 per cento rispettivamente), ma meno per i bambini tedeschi e italiani (35 e 27 per cento).

I bambini hanno difficoltà ad associare i prodotti non trattati alla loro forma finale dopo la trasformazione. Per esempio, il 50 per cento dei bambini europei non sa da dove viene lo zucchero, tre quarti non sanno da dove viene il cotone, mentre un quarto crede che cresca sulle pecore. Un terzo dei bambini non è in grado di citare nemmeno un prodotto derivato dal girasole.

La maggior parte dei bambini entra in contatto con la produzione agricola unicamente al supermercato: solo il 10 per cento cita la fattoria come regolare fonte di acquisti per la famiglia. Il numero è più alto in Lussemburgo e Austria (30 e 28 per cento rispettivamente) e più basso in Irlanda (2 per cento), Regno Unito e Spagna (3 per cento entrambe). Quasi un quarto dei bambini non è in condizione di citare un metodo di conservazione del cibo diverso dal congelamento.

Interrogati su quali animali producono latte, tutti i bambini hanno citato le vacche. Tuttavia, tra la metà (Irlanda, Svezia e Italia) e tre quarti (Grecia) dei bambini hanno menzionato anche le capre. Inoltre, in media un bambino su due ha citato le pecore, con una frequenza che va da 1/8 in Finlandia, 1/5 in Irlanda e nel Regno Unito fino a 4/5 in Grecia, Italia, Portogallo e Spagna. Alcuni hanno addirittura citato le galline.

Forti differenze compaiono quando ai bambini viene chiesto quali prodotti possono essere ottenuti dal latte. Il formaggio è il più citato da tre bambini su quattro. Oltre la metà dei bambini ha citato il burro e lo yogurt e quattro su dieci la crema di latte. Altri prodotti (panna montata, formaggio di latte cagliato, gelato) vengono citati meno frequentemente.

I risultati di questo sondaggio europeo -ricorda la Cia- mettono in luce l’esigenza di un rapporto nuovo tra il mondo della scuola e quello dell’agricoltura. Una strada che la Cia ha intrapreso proprio con il progetto “Scuola in fattoria” che si sta sviluppando in tutta Italia. E con la prima Festa nazionale si vuole dare un concreto contributo. Il tutto per ampliare la conoscenza dei più piccoli verso la realtà agricola, ma anche ad una sana e corretta alimentazione. 

Un’alimentazione indispensabile -avverte la Cia- per contrastare obesità e soprappeso che si riscontrano in maniera evidente soprattutto fra i bambini. I dati parlano chiaro. In Europa la situazione peggiore si riscontra in Gran Bretagna (29 per cento di soprappeso tra i 5 e i 17 anni, sia nei maschi sia nelle femmine), nei Paesi mediterranei (Cipro, Italia, Malta, Spagna) e in Portogallo. In ogni caso, per l’Organizzazione mondiale della Sanità 1 ragazzo su 5 in Europa è soprappeso. Ogni anno, agli oltre 14 milioni di giovani europei in soprappeso (3 milioni dei quali obesi) si aggiungono 400 mila “nuovi” soprappeso.

In Italia, oltre un terzo dei bambini tra i 6 e i 9 anni risulta in soprappeso o obeso (34,1 per cento), un dato che scende al 25,4 per cento nella fascia tra i 10 e i 13 anni, e precipita con l'adolescenza (14-17 anni) al 13,9 per cento. Per i bambini e adolescenti italiani, al di sotto della maggiore età, l’obesità infantile, si attesta al 4 per cento di media, ma secondo recenti studi, nel 2025, mantenendosi questa situazione, l’obesità infantile nel nostro Paese triplicherà, arrivando al 12,2 per cento.

 

I bambini europei e l’agricoltura

 

- L’80 per cento non sa da dove viene il cotone, il 20 per cento crede che cresca sulle pecore.

 

- Il 50 per cento non sa dove si produce lo zucchero.

 

- Il 90 per cento entra in contatto con la produzione agricola solo al supermercato.

 

- Per il 95 per cento gli agricoltori sono nonni indaffarati.

 

- Per il 40 per cento il pollo ha quattro zampe.

 

- Per il 20 per cento arance, olive e banane crescono nel Regno Unito.

 

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