Art. 68: Politi risponde al ministro Zaia

Art. 68: Politi risponde al ministro Zaia N. 251 5 giugno 2009 Art. 68: Politi risponde al ministro Zaia, le nostre proposte sono già state fatte nei tavoli tecnici.

05/giu/2009 15.57.20 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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N. 251                                                                                                                         5 giugno 2009
 
Art. 68: Politi risponde al ministro Zaia, le nostre proposte
sono già state fatte nei tavoli tecnici. Manca la concertazione
Solo promesse trionfali e niente fatti concreti
 
Il presidente della Cia ricorda che il Tavolo verde, istituito per legge, non è stato mai convocato. Per finanziare le assicurazioni non si possono togliere i soldi agli agricoltori.
 
“Probabilmente il ministro Luca Zaia non ama la concertazione. Da quando si è insediato, da più di un anno, il Tavolo verde, istituito per legge, non è stato mai convocato. E sull’art.68 della Pac ci sono state soltanto riunioni a livello tecnico durante le quali abbiamo puntualizzato verbalmente le nostre proposte. Vorremmo, invece, che su un argomento così importante per il futuro degli agricoltori italiani ci fosse un pieno coinvolgimento di tutte le organizzazioni agricole. Sta di fatto che, al momento, conosciamo soltanto la proposta ministeriale, mentre ignoriamo completamente cosa hanno indicato le altre forze del mondo agricolo”. E’ quanto sostenuto dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi.
“Il ministro Zaia- aggiunge Politi- in questi mesi ha fatto soltanto tante belle e trionfali promesse, ma di fatti concreti molto pochi. Il settore agricolo si trova in grave difficoltà. Nei prossimi giorni avremo modo di fare il punto sull’intera situazione, denunciando una scarsissima attenzione verso i problemi che oggi vivono i nostri agricoltori. Una cosa, comunque,  è certa: il ministro  non tollera la pur minima critica. Ogni volta che si cerca di affrontare una questione concreta per l’agricoltura italiana, accusa la nostra Confederazione di fare campagna elettorale sulla testa dei produttori agricoli. Un’accusa del tutto gratuita e priva di ogni fondamento. Noi ci assumiamo tutte le responsabilità del nostro operato che ha come obiettivi la crescita dell’imprenditoria agricola e la difesa del reddito degli agricoltori  e in questa direzione continueremo ad andare avanti”.
“Per quanto riguarda, poi, l’art. 68 -rileva il presidente della Cia- abbiamo sottolineato in occasione degli incontri tecnici l’esigenza di concentrare gli interventi intorno a tre misure: sostegno alla zootecnia estensiva; sostegno alla qualità per la filiera del grano duro; sostegno alle filiere cerealicole per l’alimentazione animale.
“Al ministro diciamo, inoltre, che non può finanziare le assicurazioni con i soldi degli agricoltori. Anche sul Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali -sottolinea Politi- ha annunciato più volte la soluzione definitiva. Ma finora assolutamente niente di concreto. L’unica cosa sicura è che i finanziamenti non ci sono”.
“Di certo, non ci facciamo intimorire dai diktat del ministro, né tanto meno dalle critiche e dalle accuse. Per noi il confronto e la concertazione sono elementi fondamentali della democrazia e per questo vanno assolutamente valorizzati. Non abbiamo alcun imbarazzo e non ci lamentiamo in continuazione. Noi ci battiamo per un preciso obiettivo che è il rilancio dello sviluppo e della competitività delle imprese agricole. A questo punto pensiamo che quello del ministro non sia lo stesso”. 
 
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