“No” alla soppressione dei Consorzi di bonifica. Rappresentano un grande patrimonio che va modernizzato, risanato e reso funzionale

15/giu/2009 15.32.10 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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“No” alla soppressione dei Consorzi di bonifica. Rappresentano
un grande patrimonio che va modernizzato, risanato e reso funzionale
 
Un ordine del giorno approvato dalla Giunta nazionale della Cia. Critiche allo schema di disegno di legge del ministro per la Semplificazione normativa. Evitare di creare tanti modelli quante sono le realtà regionali. Va nella direzione giusta l’intesa raggiunta in sede di Conferenza permanente Stato-Regioni.
 
I Consorzi di bonifica non sono “enti dannosi”, ma rappresentano un grande patrimonio di strutture, funzioni e risorse umane che può e deve essere modernizzato, risanato e reso funzionale in modo valido, concentrandosi sui temi dell’irrigazione, della gestione del ciclo integrale dell’acqua, della sicurezza idraulica del territorio e la difesa del suolo, in sintonia con gli altri strumenti della pianificazione territoriale e di governo del territorio. E’ questo uno dei punti dell’ordine del giorno approvato dalla Giunta nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori, che giudica fortemente negativa la soppressione del sistema consortile prevista dallo schema di disegno di legge del ministro per la Semplificazione normativa in tema di ridefinizione delle funzioni degli enti locali, di semplificazione e razionalizzazione dell’ordinamento e carta delle autonomie locali.
Nel ricordare che il disegno di legge attribuisce alle Regioni il compito di legiferare sull’attribuzione delle funzioni già esercitate dai Consorzi, la Giunta nazionale della Cia ribadisce che proprio in tutte le Regioni è avviato il riordino di questi enti, a seguito dell’intesa raggiunta nel settembre 2008, in sede di Conferenza permanente Stato- Regioni. Un riordino nel quale gli stessi Consorzi venivano definiti gestori di funzioni di interesse pubblico con governance privata, con compiti e caratteristiche di polivalenza funzionale e amministrati per mezzo di propri organi eletti e scelti dai consorziati e che ad essi era richiesta la dimostrazione del beneficio in termini di efficienza ed efficacia, una nuova trasparenza, buona amministrazione e informazione delle comunità locali, la stipula di convenzioni con gli imprenditori agricoli per realizzare economie di gestione.
La Cia aveva, peraltro, definito i contenuti dell’intesa ragionevoli e nella sostanza una mediazione condivisibile, in quanto nei suoi tratti più avanzati pone come punto fermo il ruolo polivalente dei Consorzi e l’autogoverno.
Per questo motivo, la Giunta della Cia sottolinea l’esigenza di avviare nei Consorzi di bonifica una nuova stagione di efficienza, efficacia e trasparenza nella gestione e di democrazia nelle procedure elettorali e partecipative. Sono, inoltre, fondamentali nuovi rapporti tra gli stessi Consorzi ed Enti locali elettivi con particolare riferimento ai Comuni.
La Giunta nazionale della Cia, nell’ordine del giorno approvato, evidenzia la necessità del potenziamento delle attività di convenzione con gli imprenditori agricoli per valorizzare la multifunzionalità e le potenzialità esistenti nei territori e che è opportuno per le Regioni non limitarsi a un riordino solo numerico, ma di cogliere l’occasione per rivedere problematiche quali la gestione distrettuale delle risorse idriche, la protezione del suolo, l’attuazione del Piano irriguo e degli invasi.
La Cia -conclude l’ordine del giorno della Giunta nazionale- è convinta che la situazione dei Consorzi di bonifica è estremamente diversificata e molte e differenti sono le modalità in cui è interpretata, nell’operatività, la natura e che anche nel processo di riordino in corso nelle Regioni persistono differenti declinazioni dei modelli organizzativo-istituzionali. Quindi, occorre “non rinunciare a ipotesi di cornice comune per l’assetto futuro dei Consorzi di bonifica, rassegnandosi ad avere tanti modelli quante sono le realtà regionali”.
 
 
 
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