IMPRESAMIA.IT-LAVORO - Trend di crescita Ue: 64 milioni in sei anni

15/giu/2009 16.56.24 IMPRESAMIA.IT Contatta l'autore

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L'incremento maggiore nel settore del Terziario e Servizi (+30%)


Entro il 2015, in Europa, i posti di lavoro aumenteranno di oltre il 6% per un totale di 223 milioni. Lo si legge in una ricerca condotta per Manpower dalla Cambridge Econometrics sul tasso di occupazione in Europa che, fra sei anni, raggiungerà un +64 milioni - di cui 51 milioni saranno dovuti alla necessità di sostituire personale in uscita. Il trend di crescita individuato dall'indagine vede l'incremento maggiore nel settore del Terziario e Servizi, che dal 2006 al 2015 aumenterà quasi del 30%, seguito dal comparto Hotels & Catering ( 16%) e Sanità e Servizi Sociali ( 10%).
Inoltre la ricerca individua il livello di professionalità che il mercato del lavoro richiederà nei prossimi anni. Emerge la domanda di una sempre maggiore specializzazione del personale impiegato: nel 2020, il 31,5% dei lavoratori dovrà avere un livello di qualifica professionale molto alto (nel 1996 era il 22%), il 50% un livello medio (contro il 45% del 1996) e in ultimo il 18,5% un livello basso (33% nel 1996).
 "Per soddisfare il sempre crescente livello di professionalità che richiederà il mercato del lavoro -  ha affermato Stefano Scabbio, Presidente e Amministratore Delegato di Manpower (a destra nella foto) -  è necessario affrontare con tutte le parti coinvolte nel sistema ( imprese, associazioni, istituzioni ) la questione di una formazione professionale e manageriale sempre più attinente e coerente all'evoluzione e ai mutamenti del mercato in maniera tale da rendere armonico il rapporto di crescita tra uomo, impresa e società nell'economia del mondo".
Il 2015 vedrà pertanto occupati complessivamente 223 milioni di persone, con un incremento rispetto al 2006 del 6% (dato 2006: 210 milioni). I settori che maggiormente contribuiranno a definire tale trend di crescita occupazionale saranno Logistica (oltre 34 milioni di occupazioni nel 2015), Terziario e Servizi (oltre 33 milioni), Manifatturiero (oltre 22 milioni), Sanità e Servizi Sociali (22 milioni), Edilizia (15 milioni e mezzo), Istruzione (15 milioni e mezzo), Servizi generici (oltre 15 milioni), Pubblica Amministrazione e Difesa (oltre 14 milioni), Trasporti e Telecomunicazioni (oltre 12 milioni), Hotel e Catering (11 milioni e mezzo), Agricoltura (quasi 8 milioni), Ingegneria (7 milioni e mezzo), Banche e Assicurazioni (oltre 6 milioni), Alimentari e Tabacco (oltre 4 milioni e mezzo), Elettricità, Gas e Acqua (quasi 1 milione e mezzo), Minerario ed Estrattivo (500 mila).
Per  quanto riguarda l'Italia, si registrerà un numero complessivo di nuove occupazioni dovute a necessità di sostituire il personale pari a quasi 8 milioni (12,4% del totale europeo), posizionandosi quindi al terzo posto dopo Germania e Regno Unito. Questo il quadro dei profili professionali coinvolti: 2 milioni e 300 mila i tecnici e professionisti associati (pari al 28%), 1 milione e 500 mila i direttori di funzione, manager e quadri (18%), oltre 1 milione gli impiegati nei servizi e nelle vendite (13,2%), 865 mila i lavoratori generici (10,8%), oltre 800 mila gli impiegati (10,7%), 730 mila i liberi professionisti (9,2%), 530 mila gli artigiani (6,6%), 330 mila gli operai e assemblatori di macchine e impianti (4,2%), 58 mila nelle forze armate (0,7%). Gli unici profili in calo - meno 115 mila - sono gli operatori specializzati del settore agricoltura e pesca (1,4%).
A livello Europa, gli oltre 64 milioni di posti di lavoro originati dal bisogno di sostituire il personale in uscita, vedono maggiori volumi tra i tecnici e professionisti associati (18%), gli impiegati nei servizi e nelle vendite (16,4%), i lavoratori generici (15%) e i liberi professionisti (14,8%). Seguono direttori di funzione, manager e quadri (11%), artigiani (9,4%), operai e assemblatori macchine e impianti (7,2%), impiegati (7%), operatori specializzati agricoltura e pesca (0,8%), forze armate (0,4%).
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