Pellet radioattivo: attenzione alle facili generalizzazioni e agli allarmismi

15/giu/2009 17.45.05 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Pellet radioattivo: attenzione alle facili generalizzazioni e agli allarmismi
 
Secondo l’Aiel-Cia, il sequestro del prodotto lituano è un episodio che non va sottovalutato, ma che non deve penalizzare un settore delle energie rinnovabili che genera vantaggi ambientali ed economici.
 
Le notizie circa il sequestro di pellet prodotto in Lituania contaminato da Cesio 137 e commercializzato anche nel nostro Paese, danno un‘immagine non coerente con la realtà del pellet prodotto in Italia. E’ quanto afferma, in una nota, l’Aiel, l’Associazione italiana energie agroforestali della Cia-Confederazione italiana agricoltori.
Come spesso accade, le “presunte” responsabilità di pochi ricadono ingiustamente su un intero settore come quello della produzione del pellet che vede numerosi produttori italiani impegnati nel continuo miglioramento qualitativo del prodotto.
Una parte rilevante del pellet consumato in Italia -sostiene Aiel-Cia- è prodotto da aziende italiane che impiegano legno vergine di provenienza sia nazionale, sia di alcuni paesi europei limitrofi.
Attualmente in Italia sono consumate oltre un milione di tonnellate di pellet, di cui almeno 750.000 di produzione nazionale. La maggior quota di importazione (circa 250.000 t) proviene dall’Austria. Anche le quote importate sono largamente riferite a rapporti commerciali consolidati.
Le importazioni dai paesi baltici rappresentano una piccola e sporadica quantità, dettata prevalentemente da logiche di concorrenza sul mercato, dato che questo pellet è venduto a prezzi sensibilmente più bassi rispetto a quello nazionale.
Le informazioni che sono attualmente disponibili -sottolinea Aiel-Cia- non consentono ancora di avere un quadro chiaro sull’entità e sulla portata del fenomeno, sia in termini di quantità di prodotto effettivamente contaminato, sia della soglia di reale contaminazione. Ciò, quindi, consiglia molta prudenza rispetto a giudizi liquidatori su un intero settore produttivo che non deve essere penalizzato ingiustamente.
Il pellet, infatti, rappresenta un importante biocombustibile che registra -rileva Aiel-Cia- un notevole sviluppo in tutta Europa, in grado di sostituire i combustibili fossili e che presenta notevoli vantaggi ambientali ed economici, con soddisfazione dei numerosi consumatori che lo utilizzano soprattutto per il riscaldamento domestico.
Il tema della contaminazione radioattiva non va, tuttavia, sottovalutato e vanno sostenuti e promossi -conclude Aiel-Cia- i controlli che le pubbliche autorità sono chiamate a svolgere con rigore, anche prevedendo un aggiornamento delle norme. Comunque, questo episodio deve essere ricondotto alla sua reale portata, evitando inutili ed ingiustificati allarmismi.
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