Alimentare: “tolleranza zero” contro chi truffa e specula sulla salute pubblica. Allargare a tutti i prodotti l’indicazione d’origine in etichetta

19/giu/2009 12.42.04 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Alimentare: “tolleranza zero” contro chi truffa e specula sulla salute pubblica. Allargare a tutti i prodotti l’indicazione d’origine in etichetta
 
La Cia commenta positivamente l’operazione dei Nas che hanno sequestrato quattro tonnellate di mozzarelle prodotte senza latte e con materiale scaduto. Vanno ulteriormente rafforzati i controlli. Mano pesante nei confronti dei criminali.
 
“Tolleranza zero” per chi sofistica ed inquina gli alimenti, per chi truffa e specula sulla salute pubblica; rendere sempre più rigorosi i controlli; estendere a tutti i prodotti agroalimentari l’indicazione d’origine in etichetta; una dura lotta alle falsificazioni. E’ quanto ribadisce la Cia-Confederazione italiana agricoltori nel commentare in modo positivo l'operazione dei carabinieri dei Nas che hanno sequestrato circa quattro tonnellate e mezzo di mozzarelle prive di latte prodotte da un'azienda casearia di Crema che utilizzava quasi esclusivamente materie prime non consentite, quali caseina, burro e formaggi rientrati in azienda perchè scaduti o prossimi alla scadenza. Mozzarelle che venivano distribuite per il consumo in tutto il Nord Italia.
Occorrono -avverte la Cia- misure drastiche per contrastare l’adulterazione e la truffa nell’alimentazione. E’ necessaria la massima fermezza contro chi, attraverso azioni criminali, fraudolente e illegali, mette a repentaglio la stessa salute dei cittadini e provoca gravi danni alla credibilità del settore agroalimentare italiano.
D’altra parte, la stragrande maggioranza degli italiani (nove su dieci) -ricorda la Cia- vuole massima sicurezza alimentare e chiede misure efficaci per reprimere sofisticazioni e adulterazioni dei prodotti; mentre sette su dieci sono favorevoli ad un’etichetta "trasparente" che permetta di riconoscere la provenienza del prodotto. Non solo. Oltre il 65 per cento dei nostri connazionali guarda alla qualità.
La sicurezza è, quindi, al primo posto nelle scelte alimentari degli italiani. Una tendenza -avverte la Cia- che è stata rafforzata anche dagli ultimi scandali alimentari e dalle vicende che hanno riguardato i sequestri di prodotti “pericolosi” per la salute.
 
 
 
 
 
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