Agricoltura: i mutati scenari impongono un nuovo progetto. La Conferenza nazionale è un’opportunità troppo importante che non va abbandonata

26/giu/2009 12.10.36 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Agricoltura: i mutati scenari impongono un nuovo
progetto. La Conferenza nazionale è un’opportunità
troppo importante che non va abbandonata
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi riafferma il significato strategico di questo appuntamento. Chiesto al ministro Luca Zaia di mantenere l’impegno preso ad inizio legislatura. Bisogna sviluppare un adeguato confronto per delineare rinnovate politiche agricole del nostro Paese.
 
“Serve subito un progetto di politica agraria. La nuova situazione nella quale si trova costretta ad operare l’agricoltura italiana, le difficoltà economiche, il calo dei redditi e la crescita dei costi delle imprese, gli effetti della globalizzazione, le ripetute tensioni sui mercati mondiali, la riforma della Pac, la presenza di nuovi e più agguerriti competitori, le mutate esigenze dei consumatori, la mancanza di chiare ed efficaci scelte di politica economica rivolte al sostegno del settore primario, impongono rinnovate scelte strategie. Da qui l’esigenza di proseguire nel percorso che deve portare alla Conferenza nazionale sull’agricoltura che deve necessariamente svolgersi in tempi rapidi”. E’ quanto sottolinea il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi che chiede al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia di mantenere l’impegno di avviare i lavori preparatori della Conferenza, secondo le linee indicate nell’assise in Campidoglio del gennaio 2008 e confermate in occasione dell’audizione alla commissione Agricoltura della Camera ad inizio legislatura”.
“E’ vero che l’agricoltura -aggiunge Politi- è l’unico settore che registra una sostanziale tenuta davanti ad una crisi che si fa sempre più incalzante. E’, però, altrettanto vero che i mutati scenari economici e sociali richiedono un ripensamento nelle politiche agricole del nostro Paese. E la Conferenza dovrà, appunto, delineare un organico progetto di sviluppo e competitività nei confronti del quale le istituzioni e le rappresentanze agricole possano assumere le proprie responsabilità, impegnandosi a realizzarlo”.
“Per questo motivo, fin da adesso riconfermiamo -rileva il presidente della Cia- tutto il nostro impegno e la nostra collaborazione, affinché la Conferenza si possa svolgere nel più breve tempo possibile e nel migliore dei modi, dando risultati concreti e fornendo ai produttori agricoli le risposte che attendono. E’, dunque, un appuntamento che riteniamo fondamentale per il futuro dell’intero settore. La nostra, d’altra parte, è stata l’organizzazione professionale agricola che l’ha proposta fin dal luglio del 2004.”.
“La Conferenza è, quindi, un’opportunità importante e va sostenuta e incoraggiata. Eludere il confronto e la discussione è sbagliato. Invece, bisogna impegnarsi perché il dialogo sia serrato e costruttivo in modo da individuare le strade opportune di un effettivo sviluppo attraverso chiare scelte innovative”.
“Strategia condivisa, attuazione, nel rispetto dei ruoli e dei livelli istituzionali, partecipazione delle forze sociali: qui sta, tra l’altro, il significato della concertazione come metodo sul quale costruire un corretto rapporto tra governo e parti sociali. E in questo senso la Conferenza -conclude il presidente della Cia- costituisce un tassello significativo che bisogna realizzare con la dovuta concretezza e responsabilità”.
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