Finanziaria: deludente per l’agricoltura. Il Fondo di solidarietà per le calamità naturali rischia di restare ancora senza risorse

Il Fondo di solidarietà per le calamità naturali rischia di restare ancora senza risorse Per il presidente della Cia Giuseppe Politi il governo continua ad ignorare la gravità della profonda crisi che attraversano le imprese.

22/set/2009 14.54.17 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Finanziaria: deludente per l’agricoltura. Il Fondo di solidarietà
per le calamità naturali rischia di restare ancora senza risorse
 
 
Per il presidente della Cia Giuseppe Politi il governo continua ad ignorare la gravità della profonda crisi che attraversano le imprese. Tante promesse, ma niente di realmente concreto. Occorre subito la fiscalizzazione degli oneri sociali. La mobilitazione decisa dalla Direzione nazionale appare la risposta più opportuna. Serve una risposta unitaria del mondo agricolo. Invito a Confagricoltura e Copagri per iniziative comuni.
 
“Ancora una volta niente risorse per l’agricoltura. La finanziaria per il 2010 predisposta dal governo conferma la scarsissima attenzione nei confronti del settore primario, che sta vivendo una fase di grave crisi, con imprese sempre più in difficoltà e costrette a fare i conti con costi produttivi e contributivi insostenibili e con prezzi sui campi in drammatico crollo. C’è il rischio fondato che, dopo il 2009, anche per il prossimo anno non ci sia il finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali. E i riflessi negativi per le aziende saranno molto pesanti”. E’ quanto sottolinea il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in merito alla manovra economica illustrata ieri alle forze sociali e approvata oggi dal Consiglio dei ministri.
“Constatiamo con grande rammarico e profonda delusione che le promesse che in questi mesi erano state fatte al mondo agricolo, anche dallo stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sono rimaste tali. Si è così proseguito -afferma Politi- nel disinteresse totale verso i pressanti problemi dell’agricoltura italiana. Il governo ha continuato ad ignorare la gravità della profonda crisi che attraversano le imprese. Poco e niente di concreto. Dei tanto auspicati interventi straordinari e urgenti, richiesti più volte, nessuna traccia. E appare molto difficile, visto quello che ha sostenuto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che durante l’iter della finanziaria possano essere introdotte misure reali di sostegno all’imprenditoria agricola”.
“Nel sottolineare l’esigenza di una fiscalizzazione degli oneri sociali per le imprese, Politi ha ribadito che la mobilitazione che la Direzione nazionale della Cia ha deciso la scorsa settimana è, quindi, quanto mai valida ed opportuna. Vogliamo destare l’attenzione delle istituzioni, del mondo politico ed economico, dell’opinione pubblica sulle complesse questioni che oggi condizionano pesantemente le imprese. Svilupperemo in queste settimane una serie di iniziative territoriali e non è esclusa una manifestazione di carattere nazionale”.
“Siamo davanti a gravi difficoltà -aggiunge il presidente della Cia- che richiedono un impegno forte e condiviso di tutto il mondo agricolo italiano. Per questo motivo, abbiamo rivolto un invito in tal senso soprattutto a Confagricoltura e Copagri, organizzazioni con le quali, peraltro, sono state promosse, a livello territoriale, manifestazioni di carattere unitario. L’attuale situazione impone una nuova strategia verso il settore primario che deve concretizzarsi da subito attraverso interventi straordinari che permettano di ridurre gli onerosi costi. Altrimenti c’è il pericolo che migliaia di imprese vadano fuori mercato, con conseguenze facilmente immaginabili”.
 
 
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