Basta all’emarginazione delle donne nell’agricoltura mondiale Subito investimenti, diritto alla terra, accesso al mercato e al credito

Basta all'emarginazione delle donne nell'agricoltura mondiale Subito investimenti, diritto alla terra, accesso al mercato e al credito Basta all'emarginazione delle donne nell'agricoltura mondiale Subito investimenti, diritto alla terra, accesso al mercato e al credito Concluso a Catania il seminario promosso nell'ambito delle "giornate" di incontri organizzate dalla Cia e dalla Fipa.

23/set/2009 12.08.54 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Basta all’emarginazione delle donne nell’agricoltura mondiale
Subito investimenti, diritto alla terra, accesso al mercato e al credito
 
Concluso a Catania il seminario promosso nell’ambito delle “giornate” di incontri organizzate dalla Cia e dalla Fipa. Ribadita l’esigenza di garantire alle agricoltrici, che ricoprono un ruolo fondamentale e centrale nel lavoro dei campi, strumenti e mezzi efficaci per sviluppare la loro attività. Domani la riunione del Comitato per la cooperazione allo sviluppo. Venerdì e sabato prossimi il Comitato Mediterraneo presieduto da Giuseppe Politi.
 
Le donne che operano in agricoltura sono reali protagoniste nella lotta alla fame, alla malnutrizione e agli squilibri ambientali. Esse costituiscono più della metà della forza lavoro agricolo mondiale, ma sono spesso oggetto di discriminazione e sono più esposte degli uomini a povertà e sottosviluppo. Per questa ragione occorre che a loro venga riconosciuto il diritto alla terra, all’istruzione, alla formazione e all’accesso al credito e al mercato. Bisogna, quindi, investire nelle donne al fine di organizzare attività a loro dirette e garantire diritti e dignità, assicurare strumenti validi per una effettiva crescita dell’imprenditoria femminile. Sono queste le conclusioni cui è giunto il seminario sul "Rafforzamento della partecipazione delle agricoltrici nelle organizzazioni agricole" tenutosi a Catania, presso la Camera di Commercio, nell’ambito delle “giornate” di incontri promosse dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori e dalla Fipa (Federazione internazionale dei produttori agricoli). “Giornate” che proseguiranno domani con la riunione del Comitato Fipa per la cooperazione allo sviluppo e venerdì e sabato prossimi con la riunione del Comitato Mediterraneo della Fipa, presieduto da Giuseppe Politi.
            Nel corso della seconda e conclusiva giornata del seminario sulle agricoltrici mondiali (aperta da una relazione della presidente di Donne in Campo-Cia della Sicilia Angela Sciortino e conclusa da Karen Serres, presidente del Comitato delle agricoltrici della Fipa) è stato ribadito che le donne hanno un ruolo vitale in quanto sostegno dell'unità familiare e della comunità. Assicurano i bisogni alimentari ed il benessere delle famiglie. Sono le protagoniste dei compiti agricoli, le sostenitrici delle attività che generano redditi agricoli e non agricoli, e le custodi delle risorse naturali e produttive. Tuttavia, ora che la comunità internazionale riconosce il contributo importante assicurato dalle donne nel campo della sicurezza alimentare e della lotta contro la povertà, le produttrici costituiscono sempre un gruppo emarginato nei processi decisionali del settore agricolo. Il loro potere di decisione e di influenza sulle politiche nazionali ed internazionali è ancora minimo se lo si paragona all'immenso contributo che portano nel settore agricolo.
Le donne -come rileva anche uno studio della Fao e della Banca mondiale- sono anche quelle che maggiormente subiscono gli effetti della crisi alimentare nel mondo e le famiglie in cui la donna è capofamiglia sono più esposte delle altre all’impoverimento. Da qui l’esigenza che entro il 2010 almeno la metà dei progetti per lo sviluppo rurale e dell'agricoltura mondiale coinvolga investimenti ed attività che beneficino le donne.
            A tal proposito nel corso del seminario è stato citato un esempio contenuto nello stesso studio Fao-Banca Mondiale nel quale si afferma che se le contadine africane avessero lo stesso accesso al credito e all’educazione degli uomini, sulla base di esperienze realizzate e oggettivamente dimostrabili, sia il reddito globale sia la produttività agricola aumenterebbero in percentuali, variabili a seconda dei paesi, dal 20  al 50 per cento. E la carenza di cibo potrebbe diminuire in proporzione.
            Fino ad ora, però, gli investimenti nello sviluppo delle capacità produttive delle donne sono stati totalmente insufficienti. Una situazione che -è stato rilevato durante il seminario di Catania- deve cambiare. Le donne rurali devono essere considerate come agenti di cambiamento, sensibilizzazione e educazione. E il loro apporto è fondamentale alla difesa dell’ambiente ed all’affermarsi di uno sviluppo agricolo equilibrato e compatibile capace di garantire nel contempo la sicurezza dei bisogni alimentari e l’equilibrio demografico.
            Il seminario Cia-Fipa ha, quindi, messo in risalto precise priorità: rafforzare sempre più il ruolo delle donne agricoltrici, assicurando loro strumenti e mezzi; garantire nelle organizzazioni agricole le condizioni affinché le donne dirigenti possano dar prova con efficacia della loro leadership.
            Concetti questi che erano stati rimarcati durante la prima giornata del seminario che ha visto la partecipazione e gli interventi del presidente della Cia e del Comitato Mediterraneo della Fipa Giuseppe Politi, della presidente dell’Osservatorio nazionale per la promozione ed il lavoro femminile in agricoltura (Onilfa) Veronica Navarra, della presidente dell’associazione Donne in Campo Mara Longhin, oltre a numerose rappresentanti delle agricoltrici mondiali.
 
 
 
 
 
 
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