Più agricoltura per battere fame e povertà , ma anche per dare sostegno allo sviluppo, all’occupazione , alla tutela dell’ambiente

Più agricoltura per battere fame e povertà, ma anche per dare sostegno allo sviluppo, all'occupazione, alla tutela dell'ambiente Più agricoltura per battere fame e povertà, ma anche per dare sostegno allo sviluppo, all'occupazione, alla tutela dell'ambiente Si è svolta oggi a Catania, presso la Camera di Commercio, la riunione del Comitato per la cooperazione allo sviluppo della Fipa.

24/set/2009 15.05.56 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Più agricoltura per battere fame e povertà, ma anche per dare
sostegno allo sviluppo, all’occupazione, alla tutela dell’ambiente
 
Si è svolta oggi a Catania, presso la Camera di Commercio, la riunione del Comitato per la cooperazione allo sviluppo della Fipa. Importante il ruolo delle organizzazioni agricole. Coinvolgere i piccoli agricoltori nelle politiche sociali ed economiche. L’iniziativa si svolge nell’ambito delle “giornate” promosse dalla Cia per un confronto tra i produttori mondiali. Domani e sabato il Comitato Mediterraneo presieduto da Giuseppe Politi.
 
La crescita dell’agricoltura non permette solo di contrastare efficacemente la fame, la malnutrizione e la povertà, ma può avere un impatto molto positivo e rilevante sull’economia delle aree rurali. Una maggiore produttività agricola e maggiori redditi per gli agricoltori portano, infatti, ad una maggiore domanda per beni non-alimentari e, di conseguenza, ad un incremento dell’occupazione in generale e degli standard di vita. Ecco, quindi, l’esigenza di una politica internazionale realmente incisiva tesa a dare impulso e slancio al mondo agricolo. In questo contesto assume un’importanza cruciale l’azione delle organizzazioni agricole che possono dare forma ad una cooperazione in cui proprio lo sviluppo agricolo abbia un ruolo di primo piano e, nello stesso tempo, fare in  modo che gli agricoltori siano coinvolti in modo diretto nelle strategie e politiche di carattere socio-economico. E’ questo il concetto di fondo emerso a Catania, presso la Camera di Commercio, durante la riunione del Comitato per la cooperazione allo sviluppo della Fipa (Federazione internazionale produttori agricoli). Appuntamento che si è svolto nelle "giornate" di incontri promosse dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori in collaborazione, appunto, con la Fipa e che continueranno domani e sabato con la riunione del Comitato Mediterraneo presieduto da Giuseppe Politi.
Tra i fattori chiave dello sviluppo -è stato rilevato durante i lavori- c’è il coinvolgimento e rafforzamento delle organizzazioni agricole. Anche la Banca Mondiale ha sottolineato questa necessità sia per una migliore “governance”, sia per improntare la crescita ad un ampia partecipazione della società e dei piccoli produttori che è un fattore cruciale dello sviluppo agricolo, della lotta alla fame e alla povertà. Sono proprio i nuclei familiari dei piccoli produttori agricoli l’ultimo anello della sicurezza-insicurezza alimentare.
“La crescita della produttività agricola -ha ricordato il presidente della Cia Giuseppe Politi- è una politica cruciale per ridurre l’insicurezza alimentare non solo a livello globale ma anche a livello del Bacino Mediterraneo, al fine di fronteggiare, da una parte una crescente domanda di cibo e, dall’altra, dei consistenti limiti di produzione. Soprattutto, nei contesti in cui le risorse alimentari sono scarse, gli investimenti devono fare in modo di utilizzare nel modo migliore e con il massimo dell’efficienza le risorse idriche disponibili”.
Lo sviluppo dell’agricoltura, di cui un’area come quella mediterranea necessita per lo sviluppo rurale e per contenere l’eccessiva dipendenza dalle importazioni agricole, è oggi possibile -è stato evidenziato nel corso dell’iniziativa- solo attraverso un approccio complementare tra sviluppo economico e conservazione ambientale. In particolare, quello delle risorse idriche e della disponibilità di terre sono i temi più urgenti.
Poiché le risorse idriche rappresentano un vincolo, ogni espansione della produzione agricola -è stato sostenuto- deve fare i conti con il risparmio dell’acqua. La carenza di acqua sta diventando un problema sempre più acuto. Nelle regioni del Nord Africa e Medio Oriente, un incremento dell’utilizzo di acqua, unito ad una rapida crescita della popolazione, ha fatto sì che le risorse idriche pro-capite di acqua rinnovabile siano diminuite del 75 per cento dal 1950 a oggi, e le previsioni per il futuro non sono migliori.
Attualmente tutte le politiche di sviluppo agricolo sono chiamate a tenere conto della sostenibilità ambientale nei suoi differenti aspetti (eccessivo sfruttamento delle terre, desertificazione, emissioni, esaurimento delle risorse idriche). Ciò è ancora più vero nel caso di una regione come la sponda meridionale del Mediterraneo, caratterizzata da una forte carenza di acqua.
“La scelta di uno sviluppo agricolo che tenga in considerazione vincoli e sostenibilità ambientale, se è necessaria in linea generale, lo è in misura maggiore -ha messo in evidenza il presidente Politi- in contesti come quelli delle regioni Mediterranee, caratterizzati da vincoli ambientali (in questo caso risorse idriche soprattutto, ma anche disponibilità di terre coltivabili) particolarmente rilevanti. Si aggiunga, inoltre, che i danni derivanti dai cambiamenti climatici e dalle emergenze ambientali colpiscono soprattutto i piccolo agricoltori. E ciò si traduce in minori produzioni e rendimenti, con conseguenze negative in termini sia di povertà che di sicurezza alimentare”.
Altri due aspetti affrontati sono stati quelli della salubrità e della qualità del cibo e dell’accesso al credito. Incrementi di qualità (rispetto degli standard produttivi e commerciali europei) e una maggiore tipicità dei prodotti (attraverso il legame con il territorio) possono portare ad un rafforzamento commerciale delle produzioni mediterranee. In quest’ottica, un importante contributo potrebbe venire dall’agricoltura biologica, che è fortemente sviluppata proprio in due paesi del Mediterraneo, Spagna e Italia.
Per quanto riguarda il credito, il suo scarso o del tutto assente accesso rappresenta -è stato sostenuto durante la riunione- uno dei più gravi ostacoli allo sviluppo dell’agricoltura. E’ stato, quindi, rilevata l’esigenza di dare maggiore sostegno ai produttori agricoli che possono dare un fattivo contributo in termini di crescita in particolare delle aree rurali.
 
 
 
 
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