Agricoltura: è drammatica emergenza. Tutti i settori segnano “rosso” Il governo deve intervenire. Servono subito misure straordinarie

Lo afferma il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi fortemente preoccupato per una crisi che non ha precedenti negli ultimi trent'anni.

25/set/2009 13.11.00 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Agricoltura: è drammatica emergenza. Tutti i settori segnano “rosso”
Il governo deve intervenire. Servono subito misure straordinarie
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi chiede iniziative immediate per fronteggiare una crisi che non ha precedenti negli ultimi trent’anni. La finanziaria per il 2010 è deludente. Occorrono, quindi, interventi mirati per ridurre i costi produttivi. Fiscalizzazione degli oneri sociali e finanziamento del Fondo di solidarietà per le calamità naturali. Si svilupperà nelle prossime settimane la mobilitazione sull’intero territorio nazionale.
 
“Siamo ormai all’emergenza. Le imprese agricole vivono nel dramma, sempre più strette dagli opprimenti costi produttivi e contributivi e dal crollo verticale dei prezzi praticati sui campi. Non è solo il settore del latte a preoccupare. E’ l’intero arcipelago agricolo italiano che segna ‘rosso’. Dai cereali all’uva, dall’olio d’oliva all’ortofrutta, dalla zootecnia da carne al florovivaismo, è uno scenario sempre più allarmante. Servono interventi urgenti, straordinari e concreti. Da parte del governo continua, però, ad esserci una scarsissima attenzione nei confronti del settore primario. La stessa finanziaria per il 2010, come i decreti anti-crisi varati nei mesi scorsi, non tengono affatto conto delle difficoltà, sempre più gravi, che incontrano gli agricoltori”. Lo afferma il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi fortemente preoccupato per una crisi che non ha precedenti negli ultimi trent’anni.
“Negli ultimi dieci anni -dice il presidente della Cia- circa 500 mila imprese agricole, in particolare quelle che operavano in zone di montagna e svantaggiate, sono state costrette a cessare l’attività. Soltanto nel 2008 più di 25 mila sono andate fuori mercato. Il rischio è che nei prossimi quattro-cinque anni altre 250 mila aziende rischiano di chiudere i battenti. Senza interventi realmente propulsivi sarebbe una tragedia per l’intero settore”.
“Per questo motivo -sostiene Politi- abbiamo promosso, come Cia, la mobilitazione sull’intero territorio nazionale. Nello stesso tempo rinnoviamo l’appello per azioni comuni a tutte le organizzazioni agricole e cooperative, e in particolare a Confagricoltura e Copagri, che hanno condiviso con noi, in molte iniziative territoriali, la protesta degli agricoltori nei confronti dei gravi problemi che attanagliano il settore. In tale contesto, non è esclusa una manifestazione di carattere nazionale. Vogliamo far sentire, in modo vibrante, la voce dei produttori agricoli italiani, che sono stanchi di restare inascoltati, anche quando le questioni assumono contorni drammatici, come quelli attuali”.
“Un panorama reso ancora più complesso dalla mancanza di una politica mirata a sostegno dell’agricoltura. Da parte del governo, in questi mesi, solo pochi e totalmente insufficienti provvedimenti. Nessuna misura -rileva il presidente della Cia- è riuscita ad incidere positivamente sull’imprenditoria agricola. E’ una situazione non più tollerabile. Per questo diciamo basta ai continui annunci. E’ venuto il momento degli atti tangibili. Serve un nuovo progetto di politica agraria”.
“Occorre predisporre -evidenzia Politi- interventi che, agendo anche sulla leva fiscale, permettano di ridurre i pesanti costi che le imprese sono costrette a sopportare. E’ indispensabile da subito una fiscalizzazione degli oneri sociali e il finanziamento del Fondo di solidarietà per la calamità naturali, promesso più volte anche dallo stesso presidente del Consiglio”.
“Non si può continuare ad ignorare una realtà grave che è sotto l’occhio di tutti. Ecco perché -conclude il presidente della Cia- la nostra protesta sarà ferma e determinata. Ci battiamo con energia affinché un grande patrimonio, quale è quello agricolo e rurale dell’Italia, non vada disperso e si frammenti ulteriormente. Le conseguenze sarebbero devastanti non solo per il settore, ma anche per l’intera economia”.
 
 
 
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl