Agricoltura: il governo mantenga gli impegni e adotti interventi straordinari e concreti per le imprese

03/ott/2009 13.14.56 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Agricoltura: il governo mantenga gli impegni e adotti

interventi straordinari e concreti per le imprese

Senza risposte valide la protesta sarà molto ferma

 

Indispensabili nuovi e più stretti rapporti nella filiera agroalimentare  

 

Concludendo a Lecce i lavori della terza Conferenza economica della Cia, il presidente Giuseppe Politi ha preso atto delle rinnovate promesse del premier Silvio Berlusconi e del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia. “Ora, però, vogliamo che le affermazioni si trasformino immediatamente in realtà”. Subito risorse per il Fondo di solidarietà per le calamità naturali; fiscalizzazione degli oneri  sociali; ripristino del “bonus-serre”. Ridurre i pesanti costi produttivi, contributivi e burocratici. Intervenire sul fronte dei prezzi sui campi in drammatico crollo. All’incontro è intervenuto il sottosegretario Antonio Buonfiglio.

 

“L’agricoltura non può essere ulteriormente ignorata. Prendiamo atto degli impegni assunti sia dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia. Attendiamo, però, immediati e concreti interventi che permettano di fornire un solido sostegno alle imprese agricole che oggi vivono una fase di grande emergenza. La nostra pazienza è al limite. Se non ci sarà un atteggiamento nuovo da parte del governo, la mobilitazione, peraltro già decisa, sarà ferma e determinata. Si svilupperà con iniziative sull’intero territorio nazionale per ottenere i legittimi diritti di centinaia di migliaia di agricoltori che devono essere considerati alla stregua delle altre categorie produttive del Paese”. A lanciare questo preciso avvertimento è stato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi al termine della terza Conferenza economica a Lecce che è ruotata attorno al tema “Agricoltura: le nuove sfide. Federalismo, Europa e Mercato”. Nella giornata conclusiva è intervenuto il sottosegretario alle Politiche agricole, alimentari e forestali Antonio Buonfiglio.

            “Nella Conferenza di Lecce -ha aggiunto Politi- abbiamo affrontato con grande realismo i problemi del settore primario. Abbiamo avuto il conforto delle istituzioni europee, nazionali e locali che hanno sottolineato, ai vari livelli, l’esigenza di una politica più incisiva e propulsiva nei confronti dell’agricoltura. Non solo. Lo stesso confronto con le altre componenti della filiera (industria, cooperazione, mercati all’ingrosso, commercio) ha permesso di focalizzare le questioni che attualmente condizionano l’interprofessione e che hanno riflessi anche pesanti, in termini di rincari dei prezzi, sui consumatori. Da tutti, comunque, abbiamo riscontrato l’esigenza di rapporti più stretti proprio per evitare quegli squilibri, in molti casi eclatanti, che caratterizzano il mercato”.

“Il panorama agricolo odierno, d’altra parte, impone -ha avvertito il presidente della Cia- misure efficaci per abbattere i pesanti costi produttivi, contributivi e burocratici che affossano le aziende agricole che fanno i conti con un crollo dei prezzi sui campi che non ha precedenti negli ultimi venti anni e con sempre più “in rosso”. Una vera emergenza che mette a rischio un’impresa agricola su tre. Solo quest’anno più di 25 mila aziende chiuderanno i battenti e più di 2 milioni di ettari di terreni coltivati andranno persi”.

“Negli ultimi dieci anni -ha affermato Politi- circa 500 mila imprese agricole, in particolare quelle che operavano in zone di montagna e svantaggiate, hanno chiuso i battenti. Solo nel 2008 circa 30 mila sono andate fuori mercato. Il rischio è che nei prossimi tre-quattro anni, altre 250 mila aziende rischiano di cessare l’attività. Senza interventi mirati e straordinari sarebbe una tragedia per l’intero settore”.

“Dai cereali all’uva, dall’olio d’oliva all’ortofrutta, dalla zootecnia da carne al settore lattiero-caseario, al florovivaismo, è uno scenario allarmante. Servono -ha ribadito il presidente della Cia- interventi urgenti, straordinari e concreti. Da parte del governo devono venire risposte diverse dal passato, come hanno annunciato alla nostra Conferenza economica sia il premier che il ministro Zaia. Occorre andare oltre la legge finanziaria per il 2010, che non tiene affatto conto delle difficoltà. E visto che i sei decreti anticrisi varati nei mesi scorsi non hanno incisivo per nulla sul settore, è venuta l’ora di programmare azioni mirate nei confronti delle imprese”.

“Su tre fronti -ha avvertito Politi- occorre agire immediatamente. Vanno trovate le risorse per finanziare il Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali. Occorre, inoltre, predisporre la fiscalizzazione degli oneri sociali e ripristinare il ‘bonus serra’. Sono interventi sui quali non si può continuare a tergiversare. Il presidente Berlusconi si è impegnato in prima persona sul Fondo. Ora trasformi in atto tangibile questa promessa”.

“Comunque, le nostre richieste non riguardano solo l’emergenza. Quello che sollecitiamo -ha rilevato il presidente della Cia- è un nuovo progetto di politica agraria. E questo deve essere il compito della Conferenza nazionale sull’agricoltura e lo sviluppo rurale che va svolta in tempi rapidi. Di qui la nostra sollecitazione al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia affinché sia coerente e mantenga l’impegno, preso ad inizio legislatura, di avviare i lavori preparatori della Conferenza”.

“La nostra mobilitazione -ha sostenuto il presidente della Cia- resta, tuttavia, confermata. Abbiamo anche rinnovato l’appello per azioni comuni a tutte le organizzazioni agricole e cooperative, e in particolare a Confagricoltura e Copagri, che hanno condiviso con noi, in molte iniziative territoriali, la protesta degli agricoltori nei confronti dei gravi problemi che attanagliano il settore. In tale contesto, non è esclusa una manifestazione di carattere nazionale. Vogliamo far sentire, in modo vibrante, la voce dei produttori agricoli italiani, che sono stanchi di restare inascoltati, anche quando le questioni assumono contorni drammatici, come quelli attuali”.

           Dalla Conferenza di Lecce, che ha visto un’ampia e qualificata partecipazione, è, quindi, partito un messaggio molto chiaro. L’agricoltura italiana, nonostante le gravi difficoltà, ha ancora grandi potenzialità e risorse. Per questo motivo va sostenuta ed incentivata con adeguate politiche. Dal governo attendiamo un preciso segnale che, però, non deve assolutamente tardare. Ulteriori indugi possono compromettere il futuro di tantissimi imprenditori, con le inevitabili conseguenze sul ‘made in Italy’ e la produzione agricola nazionale”.

Nel suo intervento, il sottosegretario alle Politiche agricole Antonio Buonfiglio ha sottolineato, tra l’altro, che occorre che le politiche di sostegno imparino a distinguere tra chi è imprenditore agricolo e chi percepisce un contributo agricolo.

Buonfiglio ha ricordato che il regolamento comunitario dà la possibilità  agli stati membri di decidere che i contributi comunitari siano riservati ai soli imprenditori agricoli a titolo principale. A suo avviso, è necessario che l’Italia faccia questa scelta in sede europea, che consentirebbe dal 2011 al nostro Paese di avere a disposizione un miliardo di euro per politiche nazionali di settore.

 

 

 

 

 

 

I conti “in rosso” dell’agricoltura

(Stime 2009)

 

Produzione lorda vendibile

-1,7/2%

Prezzi

-12,8 %

Valore aggiunto

-2,5/3%

Export

-6,7%

Import

-3,8%

Investimenti

-3%

Consumi agroalimentari domestici

+0,3%

Redditi degli agricoltori

-1,5/2%

Costi delle imprese agricole

-9/10%

 

 

 

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