Meno burocrazia per le imprese agricole: è un obiettivo prioritario Ma la Pubblica Amministrazione deve essere più efficiente e snella

06/ott/2009 11.36.40 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Meno burocrazia per le imprese agricole: è un obiettivo prioritario
Ma la Pubblica Amministrazione deve essere più efficiente e snella
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi esprime apprezzamento per il decreto legislativo di attuazione della riforma dell’apparato pubblico presentato alle parti sociali del ministro Renato Brunetta. Gli adempimenti e i ritardi amministrativi oggi costano al sistema imprenditoriale agricolo più di 3 miliardi l’anno. Le finalità della Petizione popolare “Dacci un taglio. E’ semplicemente un tuo diritto”.
 
“Due sono gli elementi sui quali esprimiamo condivisione: il rinnovato metodo concertativo e l’azione per semplificare i rapporti con la Pubblica Amministrazione. Ora, però, occorre che si proceda con la massima sollecitudine e con concretezza per superare tutti gli onerosi adempimenti che pesano sulle imprese, in particolare quelle agricole che hanno visto, in questi ultimi anni, crescere a dismisura i costi di carattere amministrativo”. E’ quanto ha sottolineato il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in merito al decreto legislativo di attuazione della legge di riforma dell’Amministrazione pubblica sul quale ieri si sono confrontati il ministro Renato Brunetta e le parti sociali.
“Come mondo agricolo -ha sostenuto Politi- interessa in particolare lo snellimento burocratico e per questa ragione condividiamo il parere espresso dal Cnel sul decreto nello scorso mese di giugno. Un provvedimento che è apprezzabile proprio per la semplificazione dei procedimenti a carico delle imprese: certezza dei tempi, funzionamento dello sportello unico, riduzione degli oneri amministrativi e dei controlli. Misure alle quali deve, tuttavia, corrispondere un netto miglioramento qualitativo dell’apparato pubblico. Un aspetto che la legge di riforma tiene nella dovuta considerazione. Nel decreto, come del resto evidenzia lo stesso Cnel, troviamo, infatti, una più valida organizzazione del lavoro da parte della Pubblica Amministrazione, il raggiungimento di elevati standard qualitativi dei servizi, la qualità della prestazione lavorativa, l’incremento dell’efficienza e il contrasto alla bassa produttività, la trasparenza dell’operato delle amministrazioni pubbliche anche a garanzia della legalità”.
“D’altra parte, oggi l’onere burocratico per le imprese agricole supera i 3 miliardi di euro l’anno, di cui circa un miliardo addebitabile ai ritardi, ai disservizi e alle inefficienze della Pubblica amministrazione. Il che -ha rimarcato il presidente della Cia- si traduce in un forte ostacolo alla crescita economica, con incidenza negativa notevole sull’occupazione e la competitività. Non solo. Ogni anno ad un’azienda agricola servono più di 100 giornate di lavoro per rispondere agli obblighi di carattere burocratico”.
“Per questo -ha ricordato Politi- abbiamo promosso la Petizione popolare “Dacci un taglio. E’ semplicemente un tuo diritto”. Attraverso essa abbiamo raccolto centinaia di migliaia di firme al fine di assicurare, nei rapporti con la pubblica amministrazione, la certezza di tempi e il riconoscimento dei diritti, di semplificare i rapporti tra imprese, cittadini e pubblica amministrazione, di ridurre il costo della burocrazia, di valorizzare la sussidiarietà verticale e orizzontale”.
“La semplificazione amministrativa, lo snellimento delle procedure e la riduzione degli oneri burocratici -ha concluso il presidente della Cia- rappresentano, d’altronde, un’esigenza fondamentale per una società che deve crescere. Gli orientamenti dell’Europa vanno tutti in questa direzione, mentre l’Italia, purtroppo, è ancora di gran lunga indietro su tale particolare versante. E la conseguenza è una sola: le aziende sono sempre meno competitive e i cittadini sono costretti a confrontarsi con un’amministrazione che richiede tempi lunghissimi e insopportabili e costi sempre più onerosi”.
 
 
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