Vino: bene il Programma nazionale, ma occorrono anche e da subito interventi a sostegno dei produttori, sempre più stretti da prezzi in caduta e da costi alle stelle

06/ott/2009 12.58.31 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Vino: bene il Programma nazionale, ma occorrono
anche e da subito interventi a sostegno dei produttori,
sempre più stretti da prezzi in caduta e da costi alle stelle
 
Per la Cia la situazione del settore è sempre più complessa e richiede misure in grado di ridare slancio alla competitività delle imprese. Aprire in tempi rapidi un Tavolo di confronto.
 
Prendiamo atto della piena operatività del Programma nazionale per il settore vino, crediamo, però, che sia ora indispensabile predisporre ed attuare entro tempi brevi anche reali e concreti sostegni verso i produttori che stanno vivendo una fase molto difficile, con il crollo dei prezzi delle uve (in particolare quelle da tavola) e con l’aumento considerevole dei costi produttivi e contributivi. Lo sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori che chiede, quindi, al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia l’apertura immediata di un Tavolo di confronto tra i vari componenti della filiera per affrontare i complessi problemi con i quali oggi fanno i conti i vitivinicoltori italiani.
Per il settore del vino -avverte la Cia- siamo ormai all’emergenza vera. Dal Nord al Centro, al Sud, suona forte il campanello d’allarme. I produttori sono allo stremo. La frenetica corsa al ribasso delle uve, (quelle da tavola sono arrivate anche a 10 centesimi il chilo) sta mettendo a dura prova tantissime imprese che vedono tagliati i loro redditi. La conseguenza è che verranno sempre meno i margini di investimento per il mercato e per molte aziende si prospetta addirittura lo spettro della chiusura.
Il crollo dei prezzi delle uve -evidenzia la Cia- stanno così costringendo i produttori a vendere sottocosto. Si registrano netti cali anche per alcune uve atte a produrre vini Doc, che quotano sotto i 20 centesimi il chilo. Un lavoro, quindi, in perdita per gli agricoltori, molti dei quali, visto lo scenario attuale, possono abbandonare la produzione vitivinicola.
Per questa ragione -rimarca la Cia- sono quanto mai opportune misure straordinarie per venire incontro alle esigenze dei produttori. Una scelta fondamentale per rivitalizzare le imprese e favorire la competitività sui mercati che è andata sempre più diminuendo.
 
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