Agricoltura in crisi: parte la mobilitazione della Cia. Subito misure straordinarie e concrete per evitare il tracollo delle imprese

Subito misure straordinarie e concrete per evitare il tracollo delle imprese Il 13 ottobre a Roma incontro dei presidenti regionali: si decide il calendario delle iniziative che si svilupperanno sull'intero territorio nazionale.

08/ott/2009 10.46.06 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Agricoltura in crisi: parte la mobilitazione della Cia. Subito
misure straordinarie e concrete per evitare il tracollo delle imprese
 
Il 13 ottobre a Roma incontro dei presidenti regionali: si decide il calendario delle iniziative che si svilupperanno sull’intero territorio nazionale. Il presidente Giuseppe Politi: basta alle promesse, vogliamo fatti tangibili. “La nostra sarà una protesta ferma per sollecitare un cambiamento di rotta nella politica agricola italiana”.
 
La mobilitazione della Cia-Confederazione italiana agricoltori comincia a prendere forma. Il prossimo 13 ottobre si riuniranno a Roma i presidenti regionali per decidere il calendario delle iniziative, anche unitarie, da sviluppare sul territorio. Una risposta forte alla profonda crisi che sta vivendo l’agricoltura italiana. Per tutti i settori è, infatti, “allarme rosso”. I prezzi sui campi sono sempre più in caduta libera e i costi produttivi e contributivi hanno toccato livelli non più sostenibili. Uno scenario alquanto preoccupante.
“Il panorama -afferma il presidente nazionale della Cia Giuseppe Politi- è reso ancora più complesso dalla mancanza di una valida politica a sostegno dell’agricoltura. Da parte del governo non ci sono state risposte adeguate per fronteggiare queste situazioni di crisi. Pochi e totalmente insufficienti sono i provvedimenti approvati in questi ultimi mesi. Nessuna misura è riuscita ad incidere positivamente sull’imprenditoria agricola. I sei decreti anticrisi non contengono interventi che possono ridare slancio alle aziende. La stessa legge finanziaria per il 2010 comporta, addirittura, un aggravio fiscale e contributivo per il settore”.
“Siamo stanchi -avverte Politi- delle tante promesse mai mantenute. Un esempio su tutti è quello del finanziamento del Fondo di solidarietà per le calamità naturali. Su di esso si è impegnato personalmente il premier Silvio Berlusconi, ma finora non abbiamo visto alcun atto concreto in questa direzione”.
“La nostra mobilitazione, come abbiamo ribadito anche durante la terza Conferenza economica di Lecce, sarà determinata e si svilupperà, con manifestazioni ed iniziative, sul territorio. Vogliano -aggiunge il presidente della Cia- che sul settore si concentri attenzione. Chiediamo misure straordinarie ed efficaci. Le imprese agricole hanno bisogno di adeguati sostegni e soprattutto di chiarezza e di minori ostacoli, sia di carattere economico che normativo. Protestiamo per ottenere i legittimi diritti di centinaia di migliaia di agricoltori che devono essere considerati alla stregua delle altre categorie produttive del Paese”.
“Oltre a fronteggiare la grave emergenza, la nostra protesta -ha rilevato- è finalizzata ad un radicale cambiamento della politica agricola italiana. Vogliamo che ci sia  un nuovo progetto. E questo deve essere il compito della Conferenza nazionale sull’agricoltura e lo sviluppo rurale che va svolta in tempi rapidi. Per questo motivo rinnoviamo la nostra sollecitazione al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia affinché sia coerente e mantenga l’impegno, preso ad inizio legislatura, di avviare i lavori preparatori della Conferenza”.
“L’incontro del 13 ottobre a Roma con tutti i presidenti regionali della Cia -conclude Politi- farà, dunque, il punto sull’attuale situazione e sarà, soprattutto, l’occasione per delineare il calendario delle varie, e saranno tante, iniziative territoriali che si svilupperanno sin dai prossimi giorni. Dobbiamo dare garanzie reali e sostegni concreti alle imprese agricole che, ogni giorno di più, perdono competitività sui mercati, mentre i produttori vedono ridurre i propri redditi e aumentare le difficoltà che impediscono di sviluppare una valida attività imprenditoriale. In una parola, ci battiamo per evitare il tracollo del settore”.
 
 
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