Erasmus: bene i primi risultati del progetto per giovani imprenditori

08/ott/2009 15.44.40 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Erasmus: bene i primi risultati del progetto per giovani imprenditori
                             
 
Il programma Ue, al quale la Cia partecipa ed è l’unica organizzazione agricola presente, ha fatto registrare più di 1200 iscrizioni. Spagna e Italia in testa alla classifica delle adesioni. Interessati tutti i settori imprenditoriali. Importanti opportunità in agricoltura.
 
 
A sette mesi dal suo lancio nell’Unione europea, i risultati sono più che soddisfacenti. Il programma “Erasmus per giovani imprenditori” comincia a dare i suoi frutti. Oltre 1200 tra imprenditori nuovi e ospitanti si sono iscritti al progetto. E’ quanto segnala, sulla base delle ultime rilevazioni Ue, la Cia-Confederazione italiana agricoltori che è l’unica organizzazione professionale agricola a partecipare attivamente a questo importante progetto comunitario.
Il programma -avverte la Cia- ricalca quello già avviato da anni, e con effetti molto positivi, per gli studenti. Giovani imprenditori europei possono trascorrere fino a sei mesi di lavoro con un imprenditore esperto in un altro paese Ue e apprendere come amministrare e sviluppare la propria azienda. Un progetto, quindi, che ha un preciso obiettivo: stimolare l’imprenditorialità, la competitività, l’internazionalizzazione e la crescita delle fasi di avvio e affermazione di piccole e medie imprese attraverso lo scambio di conoscenze tra imprenditori esperti e giovani imprenditori.
Spagna e Italia -sottolinea la Cia- sono i due paesi che finora hanno registrato il maggior numero di iscrizioni al progetto da parte dei giovani. La Spagna ha collezionato più iscrizioni (29 per cento del totale) di nuovi imprenditori, mentre il nostro Paese quelle (30 per cento del totale) di imprenditori ospitanti.
La positività del progetto -rileva la Cia- viene confermata dai commenti dei primi partecipanti al programma, le cui testimonianze sono state raccolte dai responsabili di “Erasmus for Young Entrepreneurs”. I giovani imprenditori hanno accolto con piacere l’opportunità di sviluppare le proprie competenze per la gestione d’impresa e gli imprenditori ospitanti hanno confermato le loro speranze per future cooperazioni commerciali, ribadendo l’utile influenza di idee imprenditoriali giovanili nelle loro aziende.
L’incontro tra giovani imprenditori con imprenditori ospitanti viene portato avanti grazie al contributo di oltre cento organizzazioni europee intermediarie (tra queste, appunto, la Cia) competenti nel supporto alle imprese e le cui attività sono coordinate da Eurochambres, l’associazione delle Camere di commercio e dell’industria europee, che svolge il ruolo di ufficio di supporto per il programma.
La Cia partecipa, dunque, al programma come organizzazione intermediaria e servirà da collegamento e offrirà ai giovani imprenditori agricoli italiani l’opportunità di conoscere l’agricoltura europea.
D’altra parte, la Cia si è fatta promotrice di questo programma perché esso corrisponde perfettamente alla propria idea di sviluppo imprenditoriale per i giovani che si affacciano al settore agricolo. L’obiettivo è quello di dare ad ogni giovane imprenditore la possibilità di confrontarsi con le migliori realtà produttive europee e creare al tempo stesso le condizioni di progresso economico e sociale per le nuove generazioni.
“Erasmus per giovani imprenditori” intende così rafforzare i contatti tra cittadini di diversi paesi europei, incoraggiando lo spirito imprenditoriale in Europa e contribuendo a creare imprese più forti. Un aspetto, questo, che oggi diventa ancora più importante davanti ad una crisi economica che si fa sempre più grave.
D’altra parte, secondo una recente indagine Ue, il 51 per cento dei giovani europei -evidenzia la Cia- è interessato a seguire la strada dell’imprenditorialità, ma solo una piccola percentuale di questi riesce a concretizzare le proprie ambizioni. Quelli che lo fanno tendono ad operare unicamente nel loro mercato nazionale, invece di sfruttare le opportunità commerciali in altre regioni d’Europa. Solo l’8 per cento delle piccole e medie imprese esporta i propri prodotti e servizi nell’Ue. Il progetto rappresenta, quindi, una risposta valida per accrescere il valore dell’imprenditoria e incoraggiare i tanti giovani che intendono intraprendere un’attività d’impresa.
 
 
 
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