Trattato di Lisbona: gli agricoltori d’accordo con De Castro e invitano il presidente ceco a firmare. E’ uno strumento per rendere l’Europa più democratica e più efficiente

09/ott/2009 13.13.26 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Trattato di Lisbona: gli agricoltori d’accordo con De Castro
e invitano il presidente ceco a firmare. E’ uno strumento
per rendere l’Europa più democratica e più efficiente
 
Il presidente della Cia Giuseppe Politi, parlando anche in qualità di vicepresidente del Copa, auspica che il Trattato possa entrare al più presto in vigore e rispondere in maniera adeguata anche alle esigenze dell’agricoltura. Importante il meccanismo della codecisione.
 
"Condividiamo perfettamente l’appello lanciato dal presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro affinchè il presidente ceco Vaclav Klaus firmi il Trattato di Lisbona, peraltro già ratificato dal Parlamento di Praga, consentendone così l’applicazione definitiva nell’Unione”. Lo ha sottolineato il presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi per il quale, parlando in qualità anche di vicepresidente del Copa (il Comitato delle organizzazioni agricole europee), il Trattato rappresenta uno strumento importante per tutta l’Europa e in particolare per il mondo agricolo che costituisce una risorsa fondamentale per il futuro stesso dell’Ue.
“Con il Trattato di Lisbona -ha aggiunto Politi- l’Ue diventa ancora più democratica ed efficiente, rafforzando i diritti dei cittadini e il funzionamento delle istituzioni, a cominciare dal Parlamento di Strasburgo in grado di rispondere alle esigenze dell’intera Europa e del suo insostituibile ruolo di pace e di sviluppo a livello internazionale”.
“Non solo. L’entrata in vigore del Trattato darebbe, come ha giustamente affermato il presidente De Castro, un forte impulso anche all’agricoltura. Infatti, il meccanismo della codecisione e il conseguente maggiore protagonismo del Parlamento europeo -ha rilevato ancora Politi- costituiscono un’opportunità irripetibile per rinnovare e dare vigore alla politica agricola. D’altra parte, è stata proprio l’agricoltura, con la Conferenza di Messina del 1955, ad aprire la strada alla creazione dell’area di libero scambio ed al Trattato di Roma, uno dei cementi più solidi della costruzione europea”.
“L’approvazione definitiva del Trattato del processo di ratifica rappresenta, pertanto, un asse portante per poter garantire -ha rimarcato il presidente della Cia e vicepresidente del Copa- la necessaria attenzione agli agricoltori europei e valorizzare la produzione, il territorio e tutte le aree rurali”.
“Mercato unico, moneta unica, sono scenari che gli agricoltori hanno incontrato ben prima dell’Unione economica e monetaria. Un primato per il quale, come Cia, ci siamo sempre impegnati e ci siamo in ogni momento battuti contro posizioni di conservazione e di difesa dell’esistente. Per questo motivo auspichiamo che -ha concluso Politi- il presidente ceco proceda al più presto alla firma, permettendo l’avvio di un Trattato che rappresenta una scelta giusta e fortemente mirata alla crescita e al progresso economico e civile”.
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