Imprese agricole in crisi: non solo costi alle stelle e prezzi in caduta Anche la contrazione del credito mette in grave difficoltà gli agricoltori

12/ott/2009 11.48.52 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Imprese agricole in crisi: non solo costi alle stelle e prezzi in caduta
Anche la contrazione del credito mette in grave difficoltà gli agricoltori
 
L’attuale complessa situazione al centro di un convegno della Cia. “Quale credito per l’agricoltura” che si svolgerà mercoledì prossimo 14 ottobre a Roma presso la sede dell’Abi. Il presidente Giuseppe Politi: gli imprenditori hanno bisogno di risorse da investire. Il ruolo diAgriconfidi” promosso dalla Confederazione.
 
Le imprese agricole italiane stanno vivendo una fase di grande emergenza. Oltre ai costi produttivi e contributivi, che continuano a crescere in maniera preoccupante e insostenibile, e ai prezzi praticati sui campi, che registrano da tempo un crollo verticale, lo scenario è aggravato dalla contrazione del credito. Una diminuzione che dall’inizio della crisi finanziaria internazionale si è andata accentuando, provocando inevitabili riflessi negativi sulla normale gestione aziendale. Molti gli agricoltori che non hanno potuto fare investimenti o, peggio ancora, fronteggiare pagamenti e costretti, quindi, a ricorrere ad altre fonti di finanziamento, non esclusa quella dell’usura.
Per questa ragione, davanti ad un credito bancario sempre più con il contagocce e ai problemi degli imprenditori agricoli con i pagamenti e con le garanzie richieste dalle banche, la Cia-Confederazione italiana agricoltori è corsa immediatamente ai ripari e ha creato Agriconfidi. Si tratta di un nuovo Consorzio fidi nazionale costituito proprio per rispondere in tempi brevi e con efficacia alle mutate necessità degli imprenditori alle prese con una congiuntura complessa.
Ma il panorama generale resta, tuttavia, alquanto problematico. La Cia ha così inteso affrontare la questione coinvolgendo direttamente i rappresentanti del mondo istituzionale, bancario e finanziario e cercando di analizzare, con particolare riferimento al settore agricolo, l’evoluzione dell’accesso al credito e i possibili servizi che la Confederazione può fornire ai propri associati. Da qui il convegno promosso per mercoledì prossimo 14 ottobre a Roma, presso la sede dell’Associazione bancaria italiana (Abi) a Palazzo Altieri, in piazza del Gesù, 49.
Il confronto ruoterà, appunto, attorno al tema ”Quale credito per l’agricoltura”. I lavori si apriranno alle ore 9,30. Dopo i saluti di Massimo Roccia, direttore centrale Area Retail Abi e segretario generale Consorzio Patti Chiari, il convegno sarà aperto da Enzo Pierangioli, vicepresidente nazionale della Cia, che prederà una comunicazione iniziale di Massimo Bagnoli, direttore settore consulenza fiscale e finanziaria “Agricoltura è Vita-Cia”. Seguiranno gli interventi di Andrea Montanino, dirigente generale del ministero dell’Economia e delle Finanze-Dipartimento del Tesoro, di Ezio Castiglione, direttore generale dell’Ismea, di Sandro Pettinato, dirigente dell’Unioncamere-Area Servizi finanziari, infrastrutture e internazionalizzazione, di Raffaele Rinaldi, responsabile settore “Credito Corporate” dell’ Abi, di Antonio Belmonte, presidente Agriconfidi della Cia. Dopo il dibattito, le considerazioni conclusive di Giuseppe Politi, presidente nazionale della Cia.
“Gli agricoltori, dovendo necessariamente ammodernare le strutture aziendali, diversificare i processi produttivi ed adeguarsi a nuove esigenze della domanda, hanno bisogno -sottolinea il presidente della Cia- di risorse da investire. Ormai, l’autofinanziamento (capitali di famiglia) e gli interventi pubblici non sono più sufficienti, riducendosi in modo così significativo da richiedere il ricorso a capitale di terzi. Questa combinazione sta frenando in maniera preoccupante il rinnovo e la crescita strutturale di gran parte del settore primario”.
Agriconfidi -ha aggiunto Politi- è una delle leve all’interno della strategia della Cia sulla promozione e lo sviluppo di servizi di consulenza finanziaria alle piccole e medie imprese. Tale progetto verrà attuato, grazie alla naturale cooperazione tra il consorzio di garanzia e le diverse espressioni dell’organizzazione (società di servizi, di assistenza e ramo istituzionale). In questo modo le sedi territoriali del consorzio rappresentano degli ‘sportelli’ di assistenza per la raccolta e la preistruttoria-istruttoria delle domande di garanzia, presso i quali l'azienda viene aiutata per orientarsi tra le diverse soluzioni proponibili anche in partnership con gli istituti bancari e l’Ismea”.
“L’appuntamento del prossimo 14 ottobre -ha concluso il presidente della Cia- rappresenta, perciò, l’occasione per un confronto aperto e costruttivo con i nostri interlocutori ed un momento di verifica del grado di attuazione del piano di implementazione della consulenza alle imprese agricole”.
 
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