Fame: più agricoltura per nutrire il mondo

14/ott/2009 15.22.11 Confederazione italiana agricoltori Contatta l'autore

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Fame: più agricoltura per nutrire il mondo
                                        
La Cia: preoccupante il rapporto della Fao. E’ indispensabile adottare politiche serie per incrementare le produzioni alimentari e rendere i produttori agricoli reali protagonisti. Le conclusioni del “G14” degli agricoltori, promosso nell’aprile scorso insieme con la Fipa, evidenziano l’esigenza di un piano d’azione globale.
 
Più agricoltura per sfamare il mondo. E’ quanto riafferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito al rapporto della Fao che stima in più di un miliardo le persone che soffrono la fame nel Pianeta.
Davanti a queste cifre drammatiche, la Cia riafferma con forza l’esigenza di nuove politiche che permettano di valorizzare l’agricoltura e il suo apporto alla lotta alla malnutrizione. Da qui alcune precise proposte che sono contenute anche nella risoluzione finale che è stata approvata nel “G14” degli agricoltori nell’aprile scorso, promosso proprio dalla Cia e dalla Fipa (Federazione internazionale dei produttori agricoli) e ripresa anche dal “G8” agricolo e dal vertice dei “Grandi” a L’Aquila: raddoppiare la produzione agricola mondiale per soddisfare i bisogni di una popolazione che nel 2050 sarà di 9 miliardi di persone; aumentare gli investimenti per incrementare la produttività agricola nei paesi in via di sviluppo; individuare una strategia comune per limitare il drammatico impatto delle crisi alimentari; regole certe per riequilibrare i mercati; priorità alla disponibilità e all’uso efficiente dell’acqua; adattare l’agricoltura ai mutamenti climatici; tutelare i redditi degli agricoltori.
Per la Cia è, dunque, indispensabile un piano di azione globale per aumentare la produzione agricola in maniera ambientalmente-sostenibile, economicamente-praticabile e socialmente-responsabile. Le politiche agricole non devono più trascurare il ruolo degli agricoltori, specialmente dei piccoli agricoltori. Devono far sì che la sicurezza alimentare e lo sviluppo sostenibile divengano realtà.
 
 
 
 
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